Chiesta commissione d'indagine sulla sanità siciliana, Cafeo: "inviatemi segnalazioni"

All’ospedale Umberto I di Siracusa vanno ripristinate “le condizioni di sicurezza ma soprattutto la credibilità nei confronti dei cittadini”. Il deputato regionale Giovanni Cafeo si è rivolto così all’assessore alal Salute, Ruggero Razza, chiedendo un intervento immediato e deciso. Non solo, Cafeo ha attivato l’indirizzo mail segnalazioni@giovannicafeo.it per raccogliere segnalazioni su eventuali disservizi riguardo al comparto sanitario di Siracusa. “Il materiale sarà raccolto in forma anonima ma ovviamente le segnalazioni dovranno essere ben circostanziate e corredate, se possibile, di adeguata documentazione comprovante l’avvenuto disservizio”, spiega.
Intanto, in Assemblea Regionale Sicilia prepara la richiesta di una commissione d’indagine speciale per far luce sulla gestione della pandemia in Sicilia. “E’ il momento di verificare con attenzione quanto è accaduto, anche alla luce di quanto riportato dalla stampa, ed evidenziare così eventuali responsabilità politiche, essendo ovviamente di pertinenza della Magistratura qualunque aspetto giudiziario”, spiega Cafeo che preme affinchè al centro dei lavori della commissione speciale – se avviata – vi sia Siracusa.
“Questa indagine, che compete al Parlamento nell’esercizio delle sue fondamentali funzioni, è finalizzata anche a prevenire ulteriori criticità e assicurare che effettivamente la Sicilia sia predisposta e pronta a gestire al meglio le esigenze di prevenzione e di risposta. Chiederò in aula il sostegno di tutti i deputati – continua Giovanni Cafeo – in virtù della importanza del tema. La richiesta di massima chiarezza non può avere colore politico di appartenenza; appare evidente poi che il lavoro della commissione d’indagine non andrebbe in alcun modo ad intrecciarsi con quello della commissione sanità, dato che proprio quest’ultima sarà impegnata, ne sono certo, a studiare nuove ed efficaci soluzioni per la completa riorganizzazione del settore in Sicilia, guardando dunque al futuro e non più al passato”.