Ciclone Harry, Cna Sicilia: “subito stato di calamità, fondi e un tavolo per la ricostruzione”
“E’ un’emergenza senza precedenti”, dice il presidente di Cna Sicilia Filippo Scivoli. “La gente e le imprese sono in ginocchio. Davanti a eventi di questa portata, non ci sono alibi burocratici che tengano”, aggiunge indicando la lunga scia di danni lasciati dal ciclone Harry. “Chiediamo al Presidente della Regione e al Governo di ascoltare il grido di dolore che arriva dai territori e di agire ora. La dichiarazione dello stato di calamità e lo stanziamento dei fondi devono essere la priorità assoluta delle prossime ore. Le nostre imprese, già provate da anni di difficoltà, rischiano di chiudere per sempre se lasciate sole”.
E mentre la conta dei danni pare destinata a superare il miliardo di euro, il segretario di Cna Sicilia Piero Giglione invita a trovare “un metodo”.
“È fondamentale – spiega – sedersi subito a un tavolo con tutti i soggetti coinvolti: Regione, Protezione Civile, Anci, e le organizzazioni imprenditoriali. Dobbiamo definire insieme criteri chiari, snellire le procedure, evitare che la ricostruzione si perda in mille rivoli. Cna Sicilia è pronta a portare il proprio contributo di conoscenza del territorio e del tessuto produttivo. Il tempo è il fattore più critico: ogni giorno di ritardo è un colpo mortale per l’economia e la tenuta sociale delle aree colpite”.
Intanto, sui territori attivate tutte le strutture provinciali della Confederazione, per supportare le migliaia di imprese associate nel complesso iter delle richieste di risarcimento. “Le imprese, gli artigiani, i commercianti, i cittadini e i Comuni colpiti non possono aspettare. La devastazione a infrastrutture, attività produttive, abitazioni e suolo richiede una risposta straordinaria e senza indugi”.