“Cimitero abbandonato a se stesso, il Comune chieda scusa”: l’affondo di Controcorrente

“Vedere il cimitero nelle pietose condizioni attuali è motivo di profonda amarezza. In ogni epoca, luogo e cultura, il ricordo dei defunti rappresenta un momento fondamentale della vita di una comunità”.

A dirlo  è il deputato regionale di Controcorrente, Carlo Gilistro.
“Ho visto anziani arrivare con bottiglie di plastica piene d’acqua per cercare di mantenere freschi i fiori deposti sulle tombe dei propri cari, vista la cronica carenza idrica al cimitero. E nei loro volti ho letto amarezza, indignazione e persino lacrime di rabbia- dice- È difficile accettare che, dopo otto anni e mezzo di amministrazione, criticità note da almeno un decennio siano ancora tutte lì: assenza d’acqua, calcinacci pericolanti, corridoi interdetti, mattonelle divelte, reti di protezione, scale arrugginite e guaste, pulizia e diserbo insufficienti. Una situazione che non può essere liquidata come un problema di ordinaria manutenzione”.
Gilistro ricorda che poco distante “letteralmente splende, invece, il cimitero dei caduti Alleati in guerra,  segno di una diversa politica fatta di attenzione, sensibilità e rispetto nonostante la notevole distanza”. Ed anche nelle cittadine della provincia, specie nei giorni tradizionalmente dedicati ai defunti, i cimiteri si presentano ordinati e puliti, quasi piccoli presepi illuminati”.

“Mi piacerebbe sapere se il sindaco e il suo assessore, per quanto al momento ancora senza delega, siano andati al cimitero in questi giorni, come tanti di noi. La misura del rispetto verso una comunità passa anche dalla cura verso chi non c’è più. Ed anche in questo, l’amministrazione Italia ha fallito. Mentre si vaneggia di un nuovo cimitero, l’esistente è metafora di una Siracusa in abbandono”.
Per Gilistro, al di là delle ragioni che hanno determinato questa prolungata trascuratezza, il dato politico e morale resta uno. “Non importa se si tratti di disattenzione, miopia politica o di altre responsabilità. Il risultato è che anche nel luogo in cui i siracusani dovrebbero poter vivere con serenità e dignità il ricordo dei propri cari, viene meno il rispetto per le persone. Viene persino da chiedersi se una struttura in queste condizioni possa continuare a essere aperta al pubblico”.