Cinghiali negli Iblei, Gilistro (M5s): “Si dichiari stato di emergenza”

“La proliferazione incontrollata dei suidi selvatici negli Iblei ha ormai assunto i contorni di una vera emergenza. Occorrono misure straordinarie per tutelare agricoltori ed allevatori insieme a sicurezza pubblica e ambiente”. Lo afferma il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Carlo Gilistro, primo firmatario di un’interrogazione presentata all’Ars per chiedere la dichiarazione dello stato di emergenza regionale. L’atto parlamentare, sottoscritto dall’intero gruppo M5S all’Assemblea Regionale Siciliana, richiama l’attenzione sui gravi danni provocati dalla crescente presenza dei suidi selvatici nei Monti Iblei e nelle aree limitrofe. Emergenza che riguarda anche la provincia di Siracusa. Aziende agricole e allevamenti subiscono perdite economiche sempre più pesanti, mentre si moltiplicano i danni a recinzioni, impianti e infrastrutture rurali. La presenza dei branchi rappresenta inoltre un rischio per la sicurezza stradale e desta preoccupazioni sotto il profilo sanitario e veterinario, oltre a compromettere gli equilibri ambientali del territorio. “Gli strumenti finora adottati non si sono dimostrati sufficienti. È necessario un intervento coordinato e urgente che coinvolga tutte le istituzioni competenti”, aggiunge Gilistro. “Osservo come in altri Paesi il cinghiale sia stato trasformato da problema a risorsa economica, attraverso una filiera che comprende lavorazione delle carni, macelleria, salumeria e ristorazione. Sarebbe interessante valutare modelli simili anche per i nostri territori, creando occasioni di sviluppo e valorizzazione delle aree montane degli Iblei attraverso produzioni tipiche, degustazioni e turismo enogastronomico. Una prospettiva che potrebbe contribuire a trasformare un’emergenza in un’opportunità per l’economia locale”, conclude Gilistro. Con l’interrogazione, i parlamentari pentastellati chiedono alla Regione misure straordinarie per il contenimento dei suidi e l’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra enti. In parallelo, bisogna anche capire quali risorse saranno destinate al ristoro dei danni subiti dalle aziende agricole e zootecniche. Tra le richieste anche la valutazione di un eventuale riconoscimento dello stato di emergenza nazionale per le aree maggiormente colpite.