Conti dei Comuni, cresce il numero dei dissesti. Anci Sicilia: “Situazione critica nell’Isola”
Cresce il numero dei Comuni italiani in difficoltà finanziaria e il quadro normativo che regola la finanza degli enti locali appare ormai inadeguato. È quanto emerge dalla Relazione al Parlamento sui comuni in situazione di crisi finanziaria, diffusa oggi dalla Corte dei Conti.
Nel documento la magistratura contabile evidenzia come dal 2012 si registri una media di circa 60 nuovi dissesti all’anno, con una distribuzione territoriale molto disomogenea. Le situazioni più critiche si concentrano soprattutto nel Mezzogiorno, in particolare in Sicilia, Calabria e Campania.
Sul tema interviene Anci Sicilia, la sezione regionale dell’associazione dei Comuni italiani, sottolineando come la relazione della Corte dei Conti confermi un quadro di “elevata criticità finanziaria per i comuni dell’Isola”. Secondo l’associazione dei comuni, circa “un terzo degli enti locali siciliani è coinvolto in procedure di dissesto o riequilibrio”, mentre molte amministrazioni approvano i documenti contabili con forte ritardo, segno di un sistema sottoposto da anni a una pressione straordinaria.
La situazione siciliana, secondo Anci, presenta però caratteristiche peculiari rispetto al resto del Paese e anche rispetto ad altre regioni meridionali. Tra i fattori indicati c’è il mancato allineamento tra normativa nazionale e regionale sugli enti locali, oltre al problema dei trasferimenti statali.
Proprio su questo punto l’associazione evidenzia come i comuni siciliani ricevano “risorse inferiori rispetto a quelle previste dai meccanismi costituzionali di perequazione”, con una carenza stimata in circa “200 milioni di euro l’anno”.
Una condizione che, secondo Anci Sicilia, contribuisce ad aggravare la fragilità dei bilanci comunali e rende sempre più urgente una riforma del sistema. “Gli attuali strumenti finanziari e normativi – conclude il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta – non sono più idonei per affrontare in maniera efficace le crisi dei comuni”.