Continua la protesta dei tir nonostante la revoca del fermo, la denuncia: “minacce agli autisti”
Nonostante la revoca formale della protesta, gli autotrasportatori hanno continuato per tutta la notte a presidiare i caselli di San Gregorio. Resta alta quindi la tensione ed emerge netta la spaccatura tra le sigle isolane di categoria. Al punto che il Comitato Trasportatori Siciliani questa mattina ha chiesto l’intervento del Questore e del Prefetto di Catania. “Camionisti impossibilitati a lavorare al casello di San Gregorio e al porto. Rischio rivolta sociale, ripristinare subito la legalità”, la denuncia di Salvatore Bella. Il Cts ha chiesto disponga un intervento immediato e coordinato delle Forze dell’Ordine presso due snodi nevralgici della città: il casello autostradale di San Gregorio e l’area portuale. Secondo il Cts, “la quasi totalità degli associati manifesta la ferma volontà di proseguire regolarmente le proprie attività lavorative. Tuttavia, la libertà di circolazione e il diritto al lavoro sono attualmente impediti da gravissimi episodi di cronaca: decine di autotrasportatori sono di fatto bloccati e subiscono minacce dirette da parte di un gruppo di soggetti non autorizzati”.
Questa mattina, intanto, pochi rifornimenti per i supermercati mentre restano vuoti i piazzali di carico delle raffinerie. Qualche spiraglio pare aprirsi per il pomeriggio. E questa notte si uniranno alla protesta anche gli agricoltori e allevatori siracusani, con un presidio nella zona industriale a partire da mezzanotte.
Ieri, intanto, l’incontro con il ministro Salvini e l’annuncio di prossime misure per l’autotrasporto. A vincere, però, è la mancanza di fiducia verso gli impegni assunti al tavolo.