Contrasto alle dipendenze, a Melilli la prima “Room of feeling”: arte, media e ascolto a scuola
“Una stanza dipinta per imparare a chiedere aiuto”. A Melilli è nata la prima delle nove “The Room of Feeling” previste in Sicilia, progetto diffuso di Igor Scalisi Palminteri, con cui arte e media education diventano strumenti di prevenzione. Così, studenti, docenti e personale scolastico trasformano uno spazio neutro in un luogo dell’ascolto e della cura. La prima stanza è stata inaugurata a Melilli, presso il Plesso G.E. Rizzo. La stanza è stata intitolata a Federico Monti, giovane studente con disabilità, prematuramente scomparso, a cui la scuola dedica questo spazio Il progetto, che si fonda su pratiche artistiche e relazionali, è ideato dal pittore di quartiere Igor Scalisi Palminteri nell’ambito del percorso ‘Arte, Pittura e Prevenzione’.
Una stanza vuota, tre giorni di lavoro collettivo, studenti, docenti e artisti insieme. Alla fine, pareti e soffitto trasformati: colori, simboli, una scatola dei messaggi dove chiunque, anche in forma anonima, può lasciare un pensiero, una richiesta di aiuto. Un’esperienza che trasforma la bellezza in forma di ascolto e di cura.
Una stanza che non si chiuderà con il laboratorio. Resterà. ‘The Room of Feeling’ è una delle azioni trasversali all’interno di @Lab_School. Azioni a contrasto e prevenzione dalle dipendenze, progetto sperimentale finanziato dall’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana per il tramite dell’USR per la Sicilia, con oltre 1,7 milioni di euro, in attuazione della legge regionale anti-crack approvata dall’ARS nel 2024: una delle iniziative del governo Schifani a tutela delle nuove generazioni. Il progetto è gestito dalla Rete SALUS Scuole SHE Sicilia (Schools for Health in Europe), con capofila l’Istituto Comprensivo G.E. Rizzo di Melilli, e si articola in nove istituti polo distribuiti in tutte le province dell’Isola.
The Room of Feeling è un’azione che attraverso l’arte e la media education sceglie consapevolmente di lavorare sul piano dell’esperienza. Il progetto nasce da una domanda semplice ma decisiva: come offrire ai ragazzi strumenti reali per attraversare, e non subire, fragilità e rischi di dipendenza, non solo da sostanze, ma da comportamenti radicati nel quotidiano di questa età? La risposta non è una lezione in più ma un’esperienza diversa, che li mette al centro con le proprie fragilità e aspettative. Ascolto, cura, costruzione.
La scuola è il primo spazio in cui una persona impara a conoscere il mondo, ma anche a riconoscere sé stessa. Eppure, nel passaggio delicato tra preadolescenza e adolescenza, i linguaggi tradizionali spesso non bastano più: le parole degli adulti rischiano di perdere presa, percepite come giudizi più che come ascolto. Costruire una relazione autentica con le nuove generazioni richiede spazi diversi, linguaggi diversi. Si configura così il progetto pensato da Scalisi Palminteri che integra una serie di azioni e linguaggi con il medium dell’arte. Prima di dipingere, i partecipanti guardano un video: la testimonianza diretta di genitori e giovani le cui vite sono spesso tangenti al fenomeno del crack; realizzato in collaborazione con l’associazione ‘La Casa di Giulio’, Incontrosenso e VediPalermo. Uno strumento di attivazione relazionale con cui l’artista fa precedere i laboratori. Non una lezione, non una statistica. Una voce. Da lì nasce il lavoro. In parallelo al laboratorio artistico si sviluppa l’azione di media education, a cura di Incontrosenso: video, fotografia, grafica narrativa che documentano il processo e diventano risorse didattiche condivisibili in tutto il sistema scolastico provinciale e regionale.
A Melilli, gli studenti, quattro gruppi, della secondaria di I grado, hanno scelto insieme a Scalisi Palminteri simboli, temi, palette cromatiche. Poi hanno dipinto. Dalla creatività condivisa, uno spazio neutro si è trasformato in un luogo vissuto. Ciò che resta non è solo una stanza più bella: è uno spazio dove imparare a sentire, a nominare le emozioni, a chiedere aiuto. Uno spazio-ponte tra la scuola e la rete del territorio: famiglie, psicologi, ASP, forze dell’ordine, associazioni che hanno preso parte alla realizzazione della stanza.
«Servono occasioni, luoghi, circostanze in cui creare connessioni, in cui si possa guardare negli occhi la persona con cui condividi lo spazio scolastico, ma anche la città, per costruire relazioni sane, belle, intrise di bellezza. Quando ho immaginato The Room of Feeling, ho pensato a un progetto alla pari- spiega Palminteri- Ogni volta che mi è capitato di creare un cerchio in cui i docenti si spogliavano del loro ruolo ed erano insieme ai ragazzi, ho notato che il dialogo e la comprensione dell’altro erano facilitati. Da qui l’idea di dipingere insieme la stanza dell’empatia, del feeling, con una rappresentanza della scuola in tutte le sue componenti, dei genitori. Non facciamo solo pittura, noi proviamo a guardarci negli occhi, proviamo a raccontare chi siamo».
Dopo la pandemia, come ha sottolineato l’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano, il consumo di sostanze ha registrato un’impennata tra i 12 e i 14 anni. «È fondamentale – ha sottolineato Turano – trasmettere ai ragazzi un messaggio chiaro: nei momenti di fragilità emotiva bisogna chiedere aiuto, per non cadere in trappole che possono compromettere il futuro». Azioni del genere mettono insieme nel territorio sinergie e presidi fondamentali per contrastare il fenomeno. Lo dimostra il successo della prima edizione, @Lab_School aveva coinvolto la media del 66% delle scuole siciliane e oltre 15.000 studentesse e studenti protagonisti. Come ha spiegato Luisa Giliberto, dirigente dell’Ufficio X – Ambito Territoriale di Siracusa: «Un’iniziativa che vede nella scuola il suo punto di riferimento, ma che trova forza e significato nel coinvolgimento attivo delle famiglie, dei Comuni, dell’ASP e di tutti gli attori del territorio. Si tratta di un impegno complesso, ma necessario: la prevenzione delle dipendenze, in particolare da sostanze stupefacenti, richiede un’azione condivisa, continuativa e profondamente radicata nella comunità. È motivo di particolare orgoglio che questo percorso prenda avvio dalla provincia di Siracusa. L’obiettivo è che ogni scuola possa dotarsi di spazi come questo, luoghi di ascolto e attenzione capaci di sostenere concretamente la crescita dei ragazzi».
Questa seconda annualità approfondisce e struttura l’intervento: accanto alle azioni provinciali, le azioni trasversali ‘The Room of Feeling’ e ‘Media Education’, a cura di Igor Scalisi Palminteri e dell’Associazione Incontrosenso, attraverserà tutte e nove le province nei prossimi mesi, costruendo un archivio digitale formativo condivisibile in tutto il sistema scolastico regionale. Giovanni Cafeo, coordinatore della Segreteria particolare Assessorato Istruzione e Formazione professionale della Regione Siciliana, ha mostrato apprezzamento per i risultati del progetto e per l’entusiasmo colto nei giovani studenti e del personale scolastico durante le visite: «Sono particolarmente lieto di constatare l’impatto positivo che questo progetto può generare sulla società: da un lato, una normativa all’avanguardia; dall’altro, la sinergia tra Assessorato e Ufficio Scolastico Regionale, che pone la scuola al centro come motore di connessione con la comunità. Come Assessorato, confermiamo il nostro impegno a sostenere e promuovere iniziative di questo tipo, fondamentali per il benessere e la crescita delle nuove generazioni».
Alla guida dell’istituto capofila è la dirigente Angela Fontana, dirigente scolastico dell’I.C. ‘G.E. Rizzo’ di Melilli (Siracusa): è lei a spiegare perché questa esperienza non è un laboratorio come tanti altri. L’arte, con Igor Scalisi Palminteri, diventa pratica maieutica, fa emergere ciò che nell’adolescenza resta nascosto: fragilità, emozioni profonde, pensieri che non trovano parole. E apre la possibilità del parlare, dell’ascolto, del chiedere aiuto.
«L’arte si configura come un linguaggio capace di raggiungere ambiti in cui la parola spesso non arriva, intercettando vissuti profondi ed emozioni non espresse. In questo contesto, The Room of Feeling è un dispositivo educativo e relazionale che supera la dimensione laboratoriale per diventare uno spazio strutturato di ascolto, espressione e trasformazione. Ideato da Igor Scalisi Palminteri, il modello integra pratiche artistiche e approccio maieutico, offrendo ai ragazzi la possibilità di riconoscere, elaborare e condividere contenuti emotivi complessi. L’intervento si colloca nella prevenzione selettiva, lavorando su piccoli gruppi ma generando ricadute più ampie.
The Room of Feeling è uno spazio co-costruito che trasforma un ambiente neutro in un luogo vissuto, fatto di relazioni e significati. Qui, la capacità di chiedere aiuto diventa centrale e permette di attivare Antenne scolastiche e territoriali (art. 13 Legge regionale 26/24), rafforzando il legame tra scuola, famiglie e servizi. Replicabile e adattabile, il modello si configura come una rete di presìdi scolastici territoriali. Attraverso linguaggi multimodali, favorisce partecipazione, empatia e consapevolezza.
The Room of Feeling è un dispositivo generativo di comunità, capace di sostenere la crescita umana e sociale delle nuove generazioni».
Angela Fontana, Dirigente IC G.E. Rizzo di Melilli, scuola polo della Rete Salus SHE Sicilia
Il contesto che fa da sfondo a @Lab_School restituisce la misura dell’urgenza. In Italia, secondo lo studio ESPAD®Italia 2024 e la Relazione annuale al Parlamento 2025, circa 910.000 giovani tra i 15 e i 19 anni – il 37% della popolazione studentesca – hanno consumato almeno una sostanza illegale nella vita. Le dipendenze comportamentali avanzano in parallelo: il 57% degli studenti ha praticato gioco d’azzardo nell’ultimo anno; il 12% è a rischio dipendenza da videogiochi; il 17% mostra un uso problematico di internet.
In Sicilia, i dati del Piano Regionale di Prevenzione 2023-2025 indicano 6.694 soggetti in carico ai SerD per dipendenze da droghe e 1.700 per gioco d’azzardo patologico. Un abbassamento dell’età di primo contatto che rende la prevenzione precoce, strutturata e radicata nei territori, non più un’opzione: una necessità. «L’uso di sostanze è la maniera oggi più a buon mercato per fuggire dalle proprie emozioni soverchianti, però è anche la maniera più pericolosa e distruttiva – ha dichiarato Ernesto De Bernardis, Direttore presso Dipendenze Patologiche (SERT) Siracusa. Un’iniziativa come questa, che può mettere i ragazzi in contatto con le proprie emozioni e fargliele scoprire, dare loro un nome, comprenderle, attraversarle, guardarle dall’esterno e passare avanti, è una prevenzione ad alto livello. Come Dipartimento delle Dipendenze Patologiche dell’ASP di Siracusa, siamo contentissimi di questa azione; ci auguriamo che altre scuole possano continuare questo tipo di intervento».
La cerimonia di inaugurazione della prima ‘The Room of Feeling’ a Melilli è stata preceduta da una tavola rotonda con interventi sui temi della prevenzione, dell’educazione e delle dipendenze giovanili. Hanno preso parte all’incontro: Luisa Giliberto, Dirigente dell’Ufficio X Ambito Territoriale di Siracusa (USR Sicilia); Giovanni Cafeo, coordinatore della segreteria particolare Assessorato Istruzione e Formazione professionale della Regione Siciliana; Marcello Giovanni Li Vigni, Dirigente con funzione Tecnico Ispettiva per l’Area Educazione alla Salute; Cristina Elia, vice sindaca del Comune di Melilli; Ernesto De Bernardis, Direttore presso Dipendenze patologiche – SERT Siracusa; Maria Castorina, dirigente medico SERT di Lentini (Delegata RReDD art. 6 L.r. n. 26/2024); Giovanni Cappello, Maresciallo maggiore della Stazione Carabinieri di Melilli; Maresciallo maggiore Salvatore Rapacciuolo della Stazione Carabinieri Villasmundo; Francesco Zavatteri, Presidente dell’Associazione “La Casa di Giulio”; Veronica Castro, Garante per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e Garante per i Diritti della Disabilità del Comune di Melilli. Presenti anche il pittore di quartiere, ideatore del laboratorio, Igor Scalisi Palminteri e la dirigente scolastica Angela Fontana. A seguire, la cerimonia di intitolazione della stanza a Federico Monti, alla presenza della madre Luana Carini. La benedizione della stanza è stata impartita da Padre Giuseppe Blandino, Padre Adamo Puccio e Frate Angelo Catalano.