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Coronavirus, polemiche sul Pronto Soccorso. La Procura: “seguiamo con attenzione”

La Procura di Siracusa “segue da vicino” la bufera che si è abbattuta sul pronto soccorso dell’ospedale Umberto I. Le denunce di Cisl e Cgil, la richiesta del sindaco di avere l’esercito per seguire l’emergenza sanitaria, i numeri di medici di prima emergenza positivi al coronavirus e ricoverati sono tutti episodi che non potevano non richiamare l’attenzione anche della magistratura siracusana. Nei giorni scorsi era stata avviata un’inchiesta sulla morte del direttore del parco archeologico, Calogero Rizzuto, positivo al covid-19. A presentare una lettera esposto era stato, in quel caso, il deputato regionale Nello Dipasquale. Non è escluso che tutto possa confluire in un unico faldone.
I sindacati, intanto, sono stati durissimi e non hanno risparmiato critiche alla direzione del presidio ospedaliero ed alla stessa direzione dell’Asp. Critiche in particolare sulle scelte adottate nell’area del pronto soccorso, dove vi sarebbe stato contatto tra possibili positivi e altri pazienti.
Sta per essere avviata anche una indagine sul video del sedicente infermiere Asp che nelle ore scorse è diventato virale (con le sue accuse, ndr) sui social. L’Asp ha sdegnosamente smentito e presentato denuncia. L’uomo che si vede nelle immagini, bardato con tutti i dpi del caso, è stato identificato e sarà sentito dagli inquirenti. Questo permetterà così di stabilire con certezza se sia dipendente Asp o meno. Per la direzione generale dell’Azienda, “il fantomatico operatore sanitario non risulterebbe dipendente”.
Ma è soprattutto sulle sue parole che bisognerà fare luce: sono accuse fondate o meno? Anche la Regione sta seguendo con attenzione. L’assessore alla Salute, Razza, potrebbe presto venire a Siracusa per un sopralluogo a sorpresa. La sua presenza, intanto, è stata sollecitata dal sindaco del capoluogo, Francesco Italia, che ha chiesto alla Prefettura la convocazione di una riunione straordinaria del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla luce del dilagante allarme sociale creato dalla bufera abbattutasi sull’Asp.