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Coronavirus, richiesta di accesso agli atti: “quanti sono i sanitari contagiati a Siracusa?”

“Quanti sono gli operatori sanitari contagiati all’Umberto I di Siracusa ed in quali reparti? E quante persone sono decedute in terapia intensiva in ospedale ed altre, invece, in casa?”. Per avere risposta a questi interrogati, Legambiente Sicilia ha presentato una richiesta di accesso agli atti, inoltrata all’Asp di Siracusa.
Sono 14 i punti su cui Legambiente chiede risposte e chiarezza, a partire dalla vicenda di Calogero Rizzuto su cui, peraltro, è in corso anche una indagine della Procura.
Attraverso il suo presidente regionale, Gianfranco Zanna, l’associazione ambientalista vuol vedere i documenti che possano, ad esempio, comprovare il rispetto dal 1 marzo 2020 delle prescrizioni “idonee a garantire il distanziamento effettivo tra i pazienti che si recano al Pronto Soccorso per sospetto di contagio da Covid-19 e coloro che ivi si recano per ragioni diverse dall’epidemia”. Occhi puntati anche sui provvedimenti adottati per le residenze degli anziani. Ma sono i “casi” del Pronto Soccorso e dei reparti di Oncologia e Geriatria dell’Umberto I ad attirare l’attenzione di Legambiente.
Non poteva mancare anche una sezione dedicata ai tamponi. Dai laboratori a cui è affidato il compito di analizzare i tamponi, ai tempi per effettuarli e comunicarle l’esito, fino alle misure precauzionali adottate nei confronti di chi chiede il tampone.
“E’ certamente nota la gravissima situazione venutasi a creare, in queste ultime drammatiche settimane, presso il Pronto Soccorso e il nosocomio Umberto I di Siracusa, a seguito della diffusione dell’epidemia di Covid-19.
Non può, infatti, sottacersi il grave rischio di contagio a cui quotidianamente sono esposti i cittadini e il personale sanitario; rischio che è oltremodo acuito in assenza di misure adeguate volte a fronteggiare la crisi”, scrivono nella richiesta di accesso agli atti gli avvocati Corrado Giuliano. Nicola Giudice e Desiree Fonte. “La denunciata mancata adozione da parte del nosocomio siracusano delle minime misure di distanziamento e di ogni cautela necessaria per evitare il contagio, ha destato forte sfiducia nella collettività, anche a seguito della morte del Dott. Calogero Rizzuto il 23 marzo, su cui la Procura ha aperto un’indagine, e del decesso della collaboratrice Silvana Ruggeri il 25 marzo”, aggiungono i legali.
“Tale situazione emergenziale – si legge ancora – postula l’interesse di tutti i cittadini ad ottenere dati e informazioni relativi alla emergenza sanitaria in atto, allo scopo di comprendere le misure finora adottate e quelle che verranno assunte, al fine di evitare che tale epidemia, che ha già interessato un certo numero di individui, ne colpisca altri incrinando la sicurezza delle condizioni di salute della collettività, in modo particolare negli ambienti ospedalieri”.