Crociere, per Siracusa un piano per raggiungere 150 mila viaggiatori entro il 2030

La crocieristica può rappresentare una leva sempre più significativa di sviluppo economico e turistico per la Sicilia orientale.

Per Siracusa la strategia punta a valorizzare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico della destinazione, consolidando la presenza di navi di fascia premium e luxury. Lo dice il rapporto ” Il futuro della crocieristica a Catania, Siracusa e Pozzallo: competitività e valore per il territorio”, che evidenzia l’opportunità di stabilizzare i traffici e migliorare l’accoglienza, accompagnando la crescita con un’offerta di escursioni ed esperienze coerente con le aspettative di una clientela interessata a itinerari di qualità.

Nel primo scenario al 2030, il porto potrebbe raggiungere circa 150 mila passeggeri annui; nel secondo, più favorevole, arriverebbe a 180 mila. Il rapporto sottolinea tuttavia la necessità di tenere in equilibrio la crescita con la capacità della destinazione di accogliere i flussi, in particolare nel centro storico e nell’area di Ortigia. In questa prospettiva, il completamento degli interventi infrastrutturali e il miglioramento dei servizi dovranno procedere insieme a una gestione attenta dei volumi giornalieri.

Il sistema composto dai porti di Catania, Siracusa e Pozzallo potrebbe arrivare a movimentare fino a 640 mila passeggeri all’anno entro il 2030, con un impatto economico diretto stimato in oltre 81 milioni di euro. È uno degli scenari delineati dallo studio realizzato da Risposte Turismo e presentato nel corso della conferenza stampa dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, alla presenza del commissario straordinario Francesco Di Sarcina e di Francesco di Cesare, presidente della società specializzata nell’analisi del settore crocieristico. Catania sarà al centro della crescita, Siracusa punta sul segmento premium-luxury e Pozzallo sulle navi di nicchia.

Lo studio analizza l’andamento dei traffici, il posizionamento dei tre scali nel panorama nazionale e mediterraneo, le strategie delle compagnie e le prospettive legate agli investimenti infrastrutturali – ha spiegato il commissario Di Sarcina – individuando due possibili scenari di crescita al 2030, evidenziando le opportunità da cogliere e le condizioni necessarie per trasformare il potenziale della destinazione in risultati concreti”.

La serie storica elaborata da Risposte Turismo conferma una tendenza complessivamente positiva nell’ultimo decennio, seppure con oscillazioni. Il picco è stato raggiunto nel 2023, con oltre 370 mila crocieristi, il 63% dei quali accolti a Catania. Dopo il riassestamento del 2024, il traffico è tornato a crescere, raggiungendo 271 mila passeggeri nel 2025. Per il 2026 la stima sale a oltre 330 mila crocieristi, con Catania destinata a concentrare l’87% dei movimenti complessivi.

“Come da nostro approccio – ha affermato Francesco di Cesare, Presidente di Risposte Turismo – abbiamo realizzato questo lavoro basandoci su dati, confronti con operatori e valutazioni che fossero, per quanto in chiave previsionale, quanto più attendibili possibile. Gli scenari che presentiamo guardando al 2030, entrambi di crescita, potranno essere impattati, da qui ad allora, da numerosi fattori, alcuni di essi controllabili, almeno parzialmente, altri decisamente esogeni. Tra i primi, ad esempio, la capacità di gestire la realizzazione delle nuove opere senza creare eccessivi ostacoli al traffico così come di garantire elevati standard di servizio convincendo così le compagnie ad intensificare la loro presenza; tra i secondi, la concorrenza operata da altri scali dell’area così come imprevedibili dinamiche di tipo geopolitico. E proprio a proposito di concorrenza sarà fondamentale trovare dei meccanismi in grado di assicurare collaborazione e conduzione coordinata dei tre scali, valorizzandone le caratteristiche cercando per ciascuno di essi un posizionamento chiaro nel mercato, che faciliti anche l’azione commerciale nei confronti delle compagnie”

Il primo scenario elaborato per il 2030 prevede 475 mila passeggeri e 380 accosti, pari rispettivamente a una crescita del 75,1% e del 47,9% rispetto al 2025. Il secondo, più ambizioso, ipotizza invece 640 mila passeggeri e 460 accosti, con incrementi del 136% e del 79%. Si tratta di proiezioni e non di risultati acquisiti: il loro raggiungimento dipenderà dall’attuazione degli interventi programmati, dalla capacità di attrarre nuove compagnie e dalla possibilità di valorizzare in modo coordinato l’offerta turistica e portuale.

Tra i dati più rilevanti dello studio figura il contributo economico generato dalla presenza delle navi e dei loro passeggeri. Per il 2026, sulla base di 281 accosti previsti, Risposte Turismo stima una spesa diretta complessiva di 36,9 milioni di euro, equivalente a circa 130 mila euro per ogni nave accolta.

Nel dettaglio, quasi 29,9 milioni di euro deriverebbero dalle spese dei crocieristi a terra, 1,29 milioni da quelle degli equipaggi durante la permanenza delle navi e 5,74 milioni dalle spese sostenute direttamente dalle compagnie. Considerando anche gli effetti indiretti e indotti sull’economia locale – dalla filiera dei fornitori ai redditi dei lavoratori coinvolti – il potenziale valore complessivo per il 2026 viene stimato in circa 81 milioni di euro.

Le prospettive al 2030 sono altrettanto significative. Nello scenario di crescita più moderata, la spesa diretta potrebbe raggiungere 57,2 milioni di euro; nello scenario più favorevole arriverebbe a circa 81,2 milioni. L’evoluzione dipenderà non soltanto dall’aumento dei passeggeri, ma anche dalla capacità del territorio di intercettare e trattenere una quota maggiore della spesa turistica, attraverso servizi, escursioni, commercio, ristorazione e un’offerta diversificata.

Nel disegno delineato da Risposte Turismo, Catania è destinata a consolidare il proprio ruolo di principale polo crocieristico della Sicilia orientale. L’obiettivo indicato è consentire l’accoglienza contemporanea di più navi di grandi dimensioni, rafforzando la capacità operativa dello scalo e migliorando la qualità dei servizi per passeggeri e compagnie.

Un passaggio centrale è legato alla trasformazione prevista dal nuovo Piano regolatore portuale. Il progetto della nuova area crociere al Molo Sporgente Centrale interessa una superficie di 84 mila metri quadrati e prevede tre accosti per grandi navi, oltre a un’area di accoglienza con attività commerciali. È prevista inoltre una nuova stazione marittima di 5 mila metri quadrati, progettata con sistemi a energia rinnovabile e una capacità potenziale di movimentazione fino a un milione di passeggeri all’anno.

Lo studio individua anche opportunità legate allo sviluppo dei collegamenti aerei e alla formula fly&cruise, grazie alla vicinanza dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa, distante circa cinque chilometri dal porto. Il potenziamento delle infrastrutture, insieme alla promozione integrata della destinazione, potrebbe favorire l’ingresso di nuove compagnie e l’inserimento dello scalo in ulteriori itinerari internazionali.

 

Per Pozzallo lo studio individua una possibilità di sviluppo legata al posizionamento come scalo dedicato soprattutto a navi più piccole, con particolare attenzione al segmento premium-luxury e a una proposta di escursioni alternativa rispetto agli altri porti della Sicilia orientale.

La destinazione potrebbe intercettare visitatori interessati anche al patrimonio del territorio ragusano, da Ragusa Ibla a Modica, Scicli, Ispica e al Castello di Donnafugata. Lo scenario al 2030 prevede 5 mila passeggeri nella prospettiva più prudente e 10 mila in quella più favorevole. Il raggiungimento di questi obiettivi sarà legato al completamento degli interventi di manutenzione, al rafforzamento dell’offerta turistica e alla capacità di attrarre nuove compagnie.

Il messaggio trasversale dello studio è la necessità di superare una logica di concorrenza tra singoli scali, valorizzando invece le rispettive specializzazioni. Catania, Siracusa e Pozzallo possono contribuire alla crescita complessiva attraverso un’offerta complementare, capace di rispondere alle esigenze di differenti segmenti del mercato crocieristico e di distribuire meglio le opportunità economiche sul territorio.

Tra i fattori decisivi figurano l’adeguatezza delle banchine e dei fondali, la qualità dei servizi portuali, l’accessibilità tra porto e città, la competitività dei costi e la varietà delle escursioni. Sarà importante anche migliorare la comunicazione e la promozione congiunta, affinché gli scali siano percepiti dalle compagnie e dai passeggeri come componenti di un unico sistema di destinazione. La crescita, secondo l’analisi, non dovrà essere misurata esclusivamente in termini di volumi, ma anche in base alla qualità della spesa turistica, alla sostenibilità dei flussi e al coinvolgimento della filiera economica locale.

In questo quadro si inserisce il ruolo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, chiamata a coordinare lo sviluppo infrastrutturale e operativo degli scali e a favorire una visione di lungo periodo che metta in relazione competitività portuale, attrattività turistica e valore per le comunità.