Danni per 160 milioni, Schifani atteso nel Siracusano dopo Messina e Catania
Il presidente della Regione visiterà la settimana prossima i luoghi del siracusano devastati dalla furia del ciclone Harry. L’indiscrezione trova le prime conferme, dopo mugugni e polemiche seguiti alla decisione di Schifani di recarsi ieri a Messina ed oggi nel catanese ma non nel territorio aretuseo. La provincia di Siracusa, la terza più colpita dalla violenza del maltempo e delle mareggiate, si era sentita esclusa e non presa in considerazione. Dallo staff della Presidenza, allora, sono arrivate informalmente le prime rassicurazioni circa l’attenzione anche verso Siracusa. Emersa la volontà di recarsi in visita, in apertura della prossima settimana, nei luoghi più colpiti tra Portopalo ed Augusta. L’intera fascia di costa siracusana conta i danni, quantificati in una prima stima attorno ai 160 milioni di euro. Manca la conferma ufficiale ma potrebbe trattarsi solo di una questione di ore. Certo, sarebbe sorprendente che Schifani “saltasse” Siracusa nel suo giro di incontri, utili per far sentire vicinanza e presenza delle istituzioni davanti a danni ingenti e attesa per ricostruzione e ristori.
Oggi, accompagnato dal capo della Protezione civile regionale e commissario per l’emergenza Salvo Cocina, il presidnete si è recato a Stazzo, frazione di Acireale, nel Catanese. Poi si è diretto verso il lungomare di Catania, a piazza del Tricolore. Infine in Prefettura a Catania per una riunione con i sindaci dei Comuni costieri e gli operatori balneari.
Ieri, intanto, il presidente della Regione era a Messina da dove, in serata, aveva anticipato che lunedì il Consiglio dei Ministri si riunirà per dichiarare lo stato di emergenza e stanziare le prime risorse “per far fronte agli interventi urgenti e garantire i primi ristori”. Parole pronunciate in Prefettura a Messina, in cosa ad una serie di incontri con sindaci e amministratori locali. “Stiamo studiando anche un piano di ristoro, seppur parziale, per i commercianti e i gestori dei lidi, parte dei quali non potranno lavorare nel breve periodo”, ha anche detto parlando agli operatori del settore siciliano.
“In questa prima fase dovremo concentrarci sugli Interventi di emergenza e successivamente su quelli di ricostruzione e infrastrutturazione. La nuova legge nazionale, la 40 del 2025, disciplinerà il nostro percorso nella fase di ricostruzione, una volta superata l’emergenza. Contiamo di eliminare intanto le situazioni di pericolo, vogliamo fare presto, il mio governo è pronto a fare la sua parte per le risorse economiche. Raschiando il fondo del barile abbiamo già racimolato 70 milioni di euro per affrontare la fase emergenziale, anche per dare un segnale immediato alla cittadinanza e alle altre istituzioni: la Regione c’è. Ci confrontiamo con questa situazione drammatica, dovuta al cambiamento climatico. Dovremo adeguarci a questa nuova condizione, tutelando le nostre coste e i centri abitati perché si possa evitare in futuro quello che è successo in questi giorni”.