Differenziata a Siracusa, sfiducia nei servizi. Sospesa raccolti abiti con poco preavviso, le buste in strada

Dietro il dato sulla raccolta differenziata che a Siracusa non cresce c’è anche, e forse soprattutto, una questione di affidabilità dei servizi. Quando mancano, la fiducia dell’utenza si erode. Pezzo dopo pezzo.
Stamane ne è arrivata l’ennesima conferma. In molti si sono presentati al parcheggio di via Augusta, dove il calendario diffuso dal Comune di Siracusa indicava la presenza del centro di raccolta mobile per la consegna degli abiti usati. Hanno caricato in macchina i loro sacchi, hanno raggiunto il punto di raccolta nell’orario previsto. E hanno trovato il vuoto.
Solo nelle ore precedenti, la ditta incaricata del servizio — che non è Risam — aveva comunicato la propria momentanea indisponibilità e il conseguente stop, con ripresa annunciata a partire dal 5 giugno. Una comunicazione tardiva, affidata ai canali social ed alla buona volontà di alcune chat di quartiere. Uno strumento fragile, che per definizione non raggiunge tutti. E infatti non ha raggiunto tutti.
Il risultato è stato questo. Chi è arrivato sul posto con i sacchi in mano, si è trovato a improvvisare. Alcuni sono risaliti in macchina e hanno riportato tutto a casa o in garage, rimandando a data da destinarsi. Altri hanno tentato al ccr fisso di Targia — l’unico aperto — scoprendo però che lì gli abiti usati non si possono conferire. Altri ancora, stanchi o scoraggiati, hanno lasciato le buste direttamente sul posto. Esattamente il tipo di abbandono di rifiuti che poi finisce nelle statistiche, nei comunicati di denuncia, nelle discussioni sul senso civico dei siracusani.
La frustrazione di chi si è presentato stamane in via Augusta è comprensibile. Anzi, è legittima. Sono cittadini che hanno rispettato le regole consultando il calendario e organizzandosi di conseguenza. In cambio hanno trovato un servizio che non c’era e una comunicazione che è arrivata tardi.
Possono esserci valide ragioni tecniche o organizzative dietro la sospensione momentanea. Nessuno nega che gli imprevisti capitino. Ma un conto è l’imprevisto, un conto è la gestione dell’imprevisto. E la gestione, in questo caso, è stata carente.
C’è un ragionamento di fondo che vale la pena fare, senza sconti per nessuno. Quando si discute di raccolta differenziata a Siracusa e della distanza dai target, il primo imputato è quasi sempre il cittadino. Lo si descrive come negligente, disattento, refrattario alle buone pratiche. A volte è vero. Ma non sempre. E non si può continuare a parlare di utenti “zozzoni” se quegli stessi utenti non vengono messi nelle condizioni di comportarsi diversamente con servizi puntuali, comunicazioni chiare e tempestive, infrastrutture che funzionino davvero.
La differenziata si fa in due. Da una parte il cittadino, che ha il dovere di fare la sua parte. Dall’altra il servizio pubblico, che ha l’obbligo di essere all’altezza. Quando una delle due parti manca, il sistema si inceppa.