Disabile, prigioniero delle barriere architettoniche a Siracusa
Tutti i giorni, Sebastiano Bufalino, residente a Città Giardino, raggiunge la fermata dell’autobus in carrozzina, prende il bus per Siracusa ma arrivato a destinazione non ha più la possibilità di essere autonomo. A causa della presenza di barriere architettoniche insormontabili se non con l’aiuto di passanti o accompagnatori, il cittadino è costretto a non poter girare per la città liberamente. “La mattina arrivo in via Catania e alla fermata del bus mi ritrovo scivoli impraticabili a causa di pendenze fuori norma – dichiara Sebastiano Bufalino -. Mi sposto verso l’Ospedale Umberto I e al cancello d’entrata ho gradini così alti che non mi permettono di deambulare. Così, prigioniero di una città che ci crede figli di un dio minore, mi ritrovo a farmi accompagnare per essere spinto e aiutato per attraversare strade che non hanno nemmeno i semafori con la chiamata, perchè da solo non ho la libertà di muovermi in città”. Da mesi Bufalino cerca di richiamare l’attenzione delle Istituzioni sulla persistente criticità relativa all’accessibilità urbana e alla presenza di barriere architettoniche nel territorio comunale, con particolare riferimento alla città di Siracusa, ma di risposte nemmeno una. Vittima insieme a tanti altri disabili come lui, di un assordante silenzio istituzionale. Il piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, PEBA, non è stato ancora approvato nonostante l’esistenza di atti di indirizzo volti alla sua predisposizione. Tale mancanza rappresenta una grave carenza nella programmazione degli interventi necessari a garantire il diritto alla mobilità per tutti i cittadini. “Ad oggi – conclude Bufalino – tanti cittadini con disabilità motoria o ridotta, affrontano quotidianamente difficoltà negli spostamenti autonomi, a causa di problematiche diffuse tra cui marciapiedi dissestati o non adeguatamente percorribili, assenza di scivoli a norma per carrozzine, attraversamenti pedonali non accessibili anche per mancanza di semafori a chiamata, ostacoli permanenti o temporanei lungo i percorsi urbani, carenza di controlli sui parcheggi abusivi in prossimità degli scivoli, assenza di un censimento aggiornato delle barriere architettoniche presenti sul territorio. Tali condizioni compromettono il diritto alla mobilità , all’inclusione sociale e alla piena partecipazione alla vita cittadina”.