Discarica Grotte S. Giorgio. Stefio e Pupillo: “No riapertura, primo successo”. Grande Sicilia: “Narrazione fuorviante”
Resta chiusa, almeno per il momento, la discarica di Grotte San Giorgio. La vicenda, che nelle ultime settimane ha riacceso le preoccupazioni delle comunità di Lentini e Carlentini, registra un nuovo sviluppo. La Sicula Trasporti ha infatti interrotto il procedimento finalizzato alla cosiddetta “riprofilatura” del sito, chiedendo al Dipartimento regionale Acqua e Rifiuti la convocazione di una conferenza dei servizi alla presenza di tutti i soggetti interessati, comprese le amministrazioni comunali.
Una decisione che i sindaci di Lentini e Carlentini, Enzo Pupillo e Giuseppe Stefio, salutano con favore. “Il primo tempo della battaglia contro la riapertura, sotto forma di riprofilatura, della discarica di Grotte San Giorgio è stato vinto dalle comunità di Lentini e Carlentini”, dichiarano con una nota congiunta. “La discarica, infatti, per adesso non riaprirà e rimarrà ancora chiusa”.
Secondo quanto riferito dai due primi cittadini, la scelta della società sarebbe maturata alla vigilia dell’udienza cautelare davanti ai giudici amministrativi, in considerazione della possibilità che il Tar accogliesse la richiesta di sospensiva avanzata dai due Comuni.
Nella richiesta trasmessa alla Regione Siciliana, Sicula Trasporti evidenzia infatti come “le perplessità manifestate dalle amministrazioni locali impongono l’approvazione esplicita dell’opera” da parte del Dipartimento regionale competente. Da qui la richiesta di una conferenza dei servizi che coinvolga tutti gli enti interessati.
Pupillo e Stefio rivolgono quindi un ringraziamento all’avvocato Gianluca Rossitto, legale dei due enti locali, “per aver ottenuto questo importante risultato”, annunciando al tempo stesso che la mobilitazione proseguirà. “Come sindaci di Lentini e Carlentini ci mobiliteremo per impedire con tutte le nostre forze che il Dipartimento Rifiuti autorizzi la riapertura e faremo sentire la nostra forte contrarietà in sede di conferenza dei servizi”.
Una lettura della vicenda che non trova per nulla concorde Giuseppe Fisicaro, consigliere comunale di Lentini e dirigente provinciale di Grande Sicilia. “Si continua ad assistere a una narrazione costruita più per propaganda politica che per raccontare la realtà dei fatti”, afferma. “I sindaci di Lentini e Carlentini cercano di far credere ai cittadini di avere bloccato un’autorizzazione che, semplicemente, non esiste e non è mai esistita”. Secondo Fisicaro, la procedura riguarderebbe esclusivamente un’iniziativa amministrativa avanzata dal gestore del sito nell’ambito delle operazioni di chiusura e messa in sicurezza della discarica, e non un’autorizzazione rilasciata dalla Regione Siciliana.
“La loro è una narrazione che non trova alcun riscontro nella realtà e serve solo ad alimentare la polemica politica”, sostiene il consigliere. “Si tratta di una vicenda prettamente amministrativa avanzata dal gestore del sito per espletare le operazioni di chiusura e messa in sicurezza della discarica, non di un provvedimento della Regione che non è mai esistito”.
Fisicaro richiama inoltre le dichiarazioni rese nei mesi scorsi dal presidente della Commissione Ambiente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Giuseppe Carta, e dall’assessore regionale all’Energia e ai Servizi di Pubblica Utilità, Francesco Colianni, che avevano escluso la possibilità di autorizzare nuove discariche o ampliamenti di quelle esistenti. “I sindaci che oggi rivendicano una vittoria dovrebbero spiegare ai cittadini contro quale autorizzazione stiano esultando, dal momento che dalla Regione nessuna autorizzazione amministrativa è stata rilasciata e nessuna decisione è stata assunta”, aggiunge Fisicaro.
Grande Sicilia ha infine annunciato di avere presentato un’istanza di accesso agli atti per acquisire tutta la documentazione relativa alla vicenda. “Saranno i documenti a chiarire definitivamente quanto accaduto”, conclude Fisicaro, ribadendo la contrarietà del movimento “alla realizzazione di nuove discariche o all’autorizzazione di nuovi ampliamenti”, e accusando le amministrazioni comunali di alimentare “una polemica politica sterile anziché confrontarsi nel merito”.
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