Discarica Grotte San Giorgio, Scerra (M5S):”No al reimpiego o alla riapertura”
“No al reimpiego o alla riapertura della discarica di Grotte San Giorgio. Ho presentato un’interpellanza al Ministro dell’Ambiente per verificare la legittimità della decisione della Regione Siciliana e chiederne l’immediata revisione”. Lo annuncia il parlamentare del Movimento 5 Stelle, Filippo Scerra, Questore della Camera dei Deputati, intervenendo sulla vicenda dell’impianto tra Lentini e Catania, al centro di un acceso dibattito dopo il via libera regionale alla cosiddetta “riprofilatura” che consentirebbe nuovi conferimenti di rifiuti. Scerra contesta in particolare la scelta di escludere il progetto dalla necessità di una nuova Valutazione di Impatto Ambientale, nonostante l’impianto sia stato autorizzato oltre dieci anni fa e abbia già raggiunto la propria capacità massima. “È difficile sostenere che un sito destinato ad accogliere ulteriori decine di migliaia di tonnellate di rifiuti possa essere valutato ancora sulla base di parametri e condizioni risalenti al 2010 e al 2013 – sottolinea il parlamentare – . Non solo ma la decisione regionale è in contrasto tra l’altro con gli indirizzi del Piano rifiuti approvato nel 2024 che ha tante pecche ma che sul punto mira a ridurre progressivamente il ricorso alle discariche fino a limitarlo al 10% entro il 2035. Sembra quindi una scelta dettata dall’emergenza e dalla carenza di impianti alternativi e non da una pianificazione coerente e rispettosa dell’ambiente e della salute dei cittadini. E si sa, la premura in emergenza non è mai una buona consigliera”. Con l’interpellanza, Filippo Scerra invita il Ministero dell’Ambiente ad esercitare le azioni di vigilanza previste dal Testo Unico Ambientale, verificando la congruità del provvedimento regionale e valutando eventuali interventi correttivi. “E’ contro ogni logica pensare di risolvere le emergenze riesumando soluzioni del passato. La Sicilia – conclude Scerra – ha bisogno di una strategia moderna e sostenibile nella gestione dei rifiuti, non di scorciatoie che rischiano di aggravare problemi già evidenti”.