Donna travolta e uccisa in viale Scala Greca, patteggiamento a un anno e 8 mesi per il conducente: pena sospesa

Si è chiuso con un patteggiamento e la condanna ad un anno e 8 mesi- pena sospesa- il procedimento penale a carico dell’uomo, difeso dall’avvocato Gabriele Magnano, che l’ 11 gennaio dello scorso anno ha travolto in viale Scala Greca una donna di 75 anni che attraversava la strada, deceduta alcune ore dopo a seguito dei traumi riportati dopo il violento impatto. L’uomo, nel pomeriggio, poco dopo le 15:30, si trovava alla guida di un autocarro e procedeva verso via Necropoli Grotticelle. Ha investito la donna all’altezza di largo De Melio. La vittima stava in quel momento attraversando la strada utilizzando le strisce pedonali. Secondo quanto emerso, il conducente dell’autocarro procedeva a circa 31 chilometri orari. La donna ha riportato gravi lesioni e vani sono stati i tentativi dei sanitari di strapparla alla morte. Il decesso è sopraggiunto nelle ore successive, all’ospedale Umberto I di Siracusa. La ricostruzione dell’esatta dinamica è stata affidata ad una perizia cinematica elaborata dall’ingegnere Emanuele Magro. E’ emerso che il comportamento della vittima non abbia avuto in alcun modo elementi di responsabilità rispetto all’accaduto. Diverse condizioni ambientali, invece, avrebbero inciso sulla visibilità lungo il tratto. E’, pertanto, emerso un fenomeno di “adattamento visivo”, caratterizzando da un improvviso passaggio da zone d’ombra a luce solare intensa e nuovamente ombra, che il conducente non avrebbe potuto gestire. Sarebbe rimasto abbagliato, anche a causa delle lenti correttive che indossava e per via dell’ampiezza del parabrezza dei mezzo. Il passaggio della donna, pertanto, non sarebbe risultato visibile. Sarebbero stati necessari, secondo la perizia del tecnico, tra i 3 e i cinque secondi perché l’occhio umano percepisse una visione nitida dei luoghi. L’uomo, in quel momento, avrebbe rallentato e cambiato marcia. Avrebbe, inoltre, praticato una serie di sterzate. Tutte circostanze che avrebbero anche escluso la l’ipotesi che stesse utilizzando il cellulare. La sentenza ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato ma valutato che non sarebbe stata particolarmente marcata la violazione delle norme prudenziali, viste le condizioni ambientali eccezionali. Disposta a suo carico anche la sospensione della patente di guida per un periodo di due anni.