Droga al porto di Catania, amministrazione giudiziaria per società operativa anche ad Augusta
Anche una società che opera al porto di Augusta tra quelle coinvolte nell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Catania, con il coordinamento della Procura della Repubblica, che ha condotto all’esecuzione di una misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria per la E.S.T, Europa Servizi Terminalistici, toccando le province di Catania, Palermo, Siracusa e Parma, con il supporto del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo e della Tenenza di Fidenza. La società ha sede legale a Palermo ma opera anche negli scali portuali di Augusta, Palermo, Catania, Trapani e Termini Imerese, in cui si occupa di gestione, deposito, trasporto, spedizione e movimentazione di container e merci. Il provvedimento nasce dall’operazione Lost&Found, che nei primi mesi dello scorso anno aveva portato all’esecuzione di un’ordinanza del Gip per la quale sei persone sono state sottoposte a misure cautelari personali, nel dettaglio la detenzione in carcere, con l’accusa di narcotraffico con importazioni dall’estero.
L’amministrazione giudiziaria applicata adesso non comporta il sequestro della società, ma sostituisce i gestori con amministratori nominati dall’autorità giudiziaria.
Secondo quanto emerso dalle indagini, che si sono sviluppate anche sulla base di quanto dichiarato da due collaboratori di giustizia, il porto di Catania sarebbe stato punto di arrivo di ingenti quantitativi di droga, nello specifico cocaina, attraverso le movimentazioni commerciali in ingresso. Al suo interno avrebbero operato affiliati al clan “Pillera-Puntina” , che avrebbero favorito l’ingresso dello stupefacente a fronte di una percentuale fino al 40 per cento.
Figura di spicco sarebbe stata, in questo contesto Angelo Sanfilippo (classe 1966) e i figli, dipendenti della EST S.r.l. Ricostruiti almeno tre episodi di importazione di cocaina per centinaia di chili ciascuna volta.
La società non sarebbe stata “estranea al contesto criminale”, ma inserita in un meccanismo “agevolativo stabile”.