Due morti sulle strade in pochi giorni. Deborah Lentini: “Non possiamo assuefarci, dato allarmante”
Due morti sulle strade di Siracusa in meno di una settimana. “Quando un dato diventa emergenza?”, si domanda Deborah Lentini, referente provinciale dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada AIFVS. Un interrogativo che affida alla riflessione collettiva.
La domanda arriva mentre la città è ancora scossa per la morte di Davis Aloschi, il giovane che ha perso la vita nella notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana in seguito allo scontro tra due moto. E torna drammaticamente attuale dopo la tragedia consumatasi oggi tra corso Gelone e via Demostene, dove un pedone 82enne è stato investito da un autobus.
Le dinamiche sono diverse e spetterà agli organi competenti accertare eventuali responsabilità. Ma c’è un aspetto non secondario e riguarda il sentimento di una comunità che nel giro di pochi giorni si ritrova a fare i conti con due lutti sulle strade. Una successione troppo ravvicinata che finisce inevitabilmente per alimentare interrogativi, preoccupazioni e un senso diffuso di vulnerabilità.
“Il dolore e l’incredulità si rinnovano. Non importa l’età, non importano adesso le cause, di cui si occuperanno sempre gli organi competenti. Adesso ci si deve fermare, tutti. E per più di un istante”, osserva Deborah Lentini.
Parole che invitano a rallentare, anche nel giudizio. Nell’immediatezza di fatti tanto gravi, la tentazione è spesso quella di cercare subito spiegazioni, individuare responsabilità, dividere torti e colpe presunte. Ma prima di tutto, in verità, c’è bisogno di tornare a mettere il peso umano della tragedia. Ci sono famiglie che vedono cambiare per sempre la propria esistenza e una città che si ritrova ancora una volta a confrontarsi con il tema della sicurezza stradale.
Da qui la domanda che Lentini rilancia con amarezza. “Quando un evento tragico diventa emergenza in una piccola città? Due morti in una settimana credo siano impossibili da sopportare, ma in realtà anche uno solo”.
Non è una considerazione numerica. È una riflessione sul valore che attribuiamo alle vite spezzate e sulla capacità di non assuefarsi alla cronaca. Perché il rischio, quando gli incidenti vengono raccontati come episodi isolati, è quello di perdere di vista il quadro generale. Le strade sono luoghi condivisi, attraversati ogni giorno da migliaia di persone e la sicurezza dipende da una somma di comportamenti, attenzioni e responsabilità.
Per questo l’appello dell’associazione torna a concentrarsi sulla prevenzione. “Rinnovo l’invito alla prudenza, al rispetto dei limiti di velocità e di tutte le norme del Codice della Strada. Sempre, perché basta un attimo e le nostre vite cambieranno per sempre. A chi oggi non c’è più, il mio pensiero costante e ai familiari il cordoglio per una perdita assurda”, conclude Deborah Lentini.