È morto Corrado Di Pietro, scrittore e etno-antropologo, custode dell’identità iblea

Lutto nel panorama culturale siracusano per la scomparsa di Corrado Di Pietro. Poeta, scrittore, saggista ed etno-antropologo, figura di primo piano nella valorizzazione dell’identità e delle tradizioni del Sud-Est siciliano. Originario di Pachino, era considerato una vera e propria colonna della cultura iblea.
La notizia della sua morte ha suscitato profondo cordoglio da parte di associazioni, istituzioni e semplici cittadini. In molti ne ricordano oggi lo “straordinario sapere, il rigore morale e l’umanità”, sottolineandone il contributo costante e generoso alla crescita culturale del territorio.
Fine poeta e narratore, Di Pietro ha dedicato la propria vita allo studio della storia, delle tradizioni popolari e delle radici identitarie della Sicilia sud-orientale. Il suo lavoro, rigoroso e appassionato, ha prodotto una vasta quantità di saggi e articoli, diventando punto di riferimento per studiosi e appassionati. Tra le sue opere più recenti spicca l’imponente raccolta poetica in due volumi “Tempo di poesia”. Nel campo della narrativa ha firmato titoli come “Gli esagoni di Borghes”, “Cassandra”, “Pachino il paese del vento”, “La terra sopra Scibini” e “Sinfonia per un uomo solo”, lavori nei quali memoria, mito e contemporaneità si intrecciano in una cifra stilistica personale e riconoscibile.
Numerosi i riconoscimenti ottenuti nel corso della carriera, dal premio “Sicilia – Il Paladino” al “Ciane”, fino ad altri prestigiosi attestati. Nel 2001 era stato insignito del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, onorificenza che suggellava il suo impegno culturale e civile.
Instancabile animatore di iniziative, negli ultimi anni aveva preso parte, tra l’altro, alle prime tre edizioni del “Premio di Poesia Christiane Reimann” in qualità di giurato, aveva tenuto conferenze e lectio magistralis molto apprezzate — come quella sulla struttura del romanzo e sul “Tempo degli uomini e il calendario” — e aveva collaborato alla sceneggiatura de “La Baronessa di Carini”, andata in scena a Villa Reimann lo scorso giugno, nonostante le condizioni di salute già provate.
Di spirito schietto e generoso, legatissimo alla sua Pachino e alla Sicilia, Corrado Di Pietro lascia un vuoto profondo in quanti ne hanno conosciuto l’intelligenza, la passione e l’umanità. La sua opera resterà patrimonio condiviso di una comunità che oggi si stringe attorno ai familiari, nel ricordo di un intellettuale autentico e perbene.