É partita da Augusta la seconda missione della Global Sumud Flottila
Poco dopo le 14, le ultime barche hanno lasciato Augusta completando la fase di partenza della Global Sumud Flotilla italo-spagnola. Una sessantina di imbarcazioni sono salpate dal porto Xiphonio dove si erano ritrovate dopo la puntatana Siracusa ed il primo rinvio di partenza.
Completate le ultime operazioni di set up e mautenzione, hanno preso il largo, direzione Medio Oriente, per tentare nuovamente di forzare il blocco israeliano e raggiungere Gaza. Consapevoli delle difficoltà, e soprattutto dei rischi, spiegano dal coordinamento italiano che la seconda missioni è necessaria “per spezzare l’assedio, riaffermare il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione, e creare le condizioni per una mobilitazione internazionale permanente che si rinvigorisca con la partenza, come atto politico integrale concreto che mira a sfidare il blocco illegale imposto a Gaza”. La richiesta lanciata ai governi é quella di attivarsi per l’apertura di un corridoio umanitario permanente. C’è, tra gli attivisti, chi chiede la mobilitazione delle piazze ed un boicottaggio generale verso Israele. Resta forte anche la volontà di denunciare “la complicità della comunità internazionale”.
Con questo spirito é partita la seconda missione della Flotilla. La precedente si è fermata ad una settantina di miglia, con l’abbordaggio operato dalla marina israeliana. Gli attivisti sono stati trattenuti, in alcuni casi arrestati e poi rispediti nei paesi di origine tra cui anche l’Italia.