Ecosistema Urbano: Siracusa 87.a in Italia tra spinte rinnovabili e dissesto idrico

La svolta ecologica in Sicilia resta un miraggio, rallentata da ritmi troppo timidi e croniche inefficienze strutturali. Il report Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente e Ambiente Italia, scatta una fotografia impietosa dei nove capoluoghi dell’Isola. Sette città su nove si posizionano stabilmente tra gli ultimi venti posti della classifica nazionale che valuta la sostenibilità attraverso 20 parametri chiave, tra cui la qualità dell’aria, la gestione di acqua e rifiuti, le Ztl e la mobilità. Il dato macroscopico riguarda il totale divario con il resto del Paese. Se Mantova, Trento e Bolzano guidano la transizione green nazionale, le due metropoli siciliane, Palermo e Catania, sprofondano quasi sul fondo della classifica generale, occupando rispettivamente il 104° e il 103° posto su 106 città censite. Siracusa si piazza all’87° posto in Italia tra spinte rinnovabili e nodi strutturali irrisolti. Nel quadro generale della drammatica performance ecologica siciliana emersa dal report Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente, Siracusa si colloca nella parte bassa della classifica nazionale, riflettendo un andamento in chiaroscuro. Se da un lato infatti emergono eccellenze nell’approvvigionamento energetico pulito, dall’altro permangono pesanti deficit storici nei servizi essenziali e nelle infrastrutture urbane. L’elemento di maggiore eccellenza per Siracusa all’interno del report riguarda la transizione energetica, un settore in cui la città riesce a sfruttare appieno il proprio potenziale climatico. A livello regionale Siracusa emerge con ottimi riscontri nazionali per la produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare grazie alla diffusione e alla potenza installata di impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici. Pur risentendo del traffico urbano in alcune arterie, i livelli complessivi delle polveri sottili e degli inquinanti atmosferici beneficiano della ventilazione costiera, mantenendo la città lontana dalle emergenze croniche delle grandi metropoli della Pianura Padana o delle vicine Catania e Palermo. Tuttavia, il report di Legambiente conferma anche l’evidenza delle falle quotidiane della città aretusea. I fattori che trascinano Siracusa verso il fondo della classifica sono legati alle storiche carenze gestionali e infrastrutturali del territorio, con due emergenze principali la prima fra tutte quella degli gli acquedotti colabrodo. In linea con la crisi idrica che attanaglia l’isola, Siracusa sconta ingenti perdite della rete idrica comunale. Una percentuale altissima dell’acqua immessa nelle condutture si disperde nel sottosuolo prima di raggiungere le utenze domestiche, un paradosso insostenibile in tempi di forte siccità. Altro punto debole è rappresentato dal trasporto pubblico. La mobilità urbana resta infatti fortemente ancorata all’uso del mezzo privato. Il trasporto pubblico locale soffre di una cronica carenza di passeggeri e di un’offerta di chilometri percorsi per abitante ampiamente insufficiente, posizionando la città tra le peggiori della sua categoria. Terzo punto dolente è la Ztl e le isole pedonali limitate. Nonostante la forte vocazione turistica e la presenza di un gioiello urbanistico come l’isola di Ortigia, la proporzione di aree pedonali e l’efficacia complessiva delle Zone a Traffico Limitato rispetto all’intera popolazione urbana non riescono a incidere in modo strutturale sulle abitudini di mobilità dei cittadini, lasciando i quartieri storici e commerciali perennemente congestionati dalle auto. In sintesi, l’87° posto di Siracusa su 106 città analizzate e valutate in tutta Italia, all’interno del report Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente, conferma una soddisfacente qualità dell’aria a Siracusa per l’eccellenza nelle energie rinnovabili pubbliche e per la buona estensione di zone a traffico limitato. Il report rivela altresì un rovinoso dissesto dell’acquedotto urbano che perde il 65,1% dell’acqua potabile immessa in rete confermandosi tra i peggiori dati d’Italia, sottolinea un trasporto pubblico locale insufficiente e a tratti assente, una raccolta differenziata immobile al 55,1%, un verde accessibile limitato a 7,1 mq/ab e un tasso di 74 auto ogni 100 residenti.