Emergenza 118 anche nel Siracusano: mezzi fermi, turni scoperti, pochi medici. Scoppia il caso Ortigia
Ambulanze non disponibili, mezzi fermi per guasti o mancata sostituzione, equipaggi incompleti o bloccati a lungo nei pronto soccorso in attesa di poter riprendere il servizio. È il quadro di criticità che investe il servizio 118 nel bacino che comprende le province di Catania, Ragusa e Siracusa.
Proprio nel capoluogo aretuseo, particolarmente delicata è la situazione della postazione 118 di Ortigia. La segreteria territoriale della FSI-USAE, attraverso il segretario Renzo Spada, denuncia la persistente inattività della postazione, che sarebbe rimasta sguarnita per la mancanza di personale medico e infermieristico. Problema che purtroppo riguarderebbe – secondo alcune segnalazioni – anche altri equipaggi in provincia. Per il sindacato si tratta di una situazione che non può essere considerata fisiologica, soprattutto in un’area come il centro storico di Siracusa, caratterizzata da un’elevata presenza di residenti, turisti e attività commerciali. La mancata piena operatività del presidio, secondo la FSI-USAE, determina una potenziale situazione di rischio e incide sul diritto dei cittadini a una risposta tempestiva alle emergenze.
Il sindacato punta il dito contro l’Asp di Siracusa, alla quale attribuisce la responsabilità della copertura del personale sanitario necessario alla medicalizzazione delle ambulanze, escludendo invece responsabilità da parte di Seus, la società partecipata regionale che gestisce il servizio di emergenza-urgenza per gli aspetti di propria competenza.
Il segretario Renzo Spada chiede l’intervento del prefetto di Siracusa, Chiara Armenia, sollecitando una verifica ispettiva e l’apertura di un tavolo istituzionale per arrivare al ripristino della piena operatività H24 della postazione di Ortigia.
Ma il problema, secondo quanto emerge dagli accertamenti regionali richiamati dal deputato del Mpa Santo Primavera, è più ampio e riguarda l’intero funzionamento del servizio nel bacino Catania-Ragusa-Siracusa. Tra le criticità indicate figurano la ricorrente indisponibilità di ambulanze per la carenza di autisti soccorritori, i guasti e i tempi necessari per sostituire i mezzi, la presenza di equipaggi incompleti e le ambulanze trattenute nei pronto soccorso per periodi prolungati, in alcuni casi fino a nove ore.
Un insieme di problemi che rischia di ridurre progressivamente la capacità di risposta del sistema proprio nei momenti in cui la tempestività può fare la differenza. Primavera ha annunciato un’interrogazione al presidente della Regione e all’assessore regionale alla Salute chiedendo di fare chiarezza non soltanto sul numero effettivo delle ambulanze disponibili, ma anche sulle cause dei fermi, sui tempi medi di ripristino e sulla distribuzione dei mezzi nelle diverse postazioni.
Nel mirino finiscono anche le 23 nuove ambulanze il cui acquisto urgente era stato annunciato da Seus. Il deputato vuole conoscere lo stato delle procedure, verificando se i mezzi siano stati effettivamente acquistati, collaudati, immatricolati e messi in servizio, oltre ai costi sostenuti e alle postazioni alle quali sono destinati.
La questione riguarda anche il personale. La carenza di medici e infermieri rappresenta uno dei nodi più delicati, come dimostra proprio il caso della postazione di Ortigia, ma l’organizzazione complessiva del servizio deve fare i conti anche con la disponibilità degli autisti soccorritori e con la necessità di mantenere completi gli equipaggi.
Primavera chiede inoltre di verificare il ricorso al cosiddetto servizio in eccedenza, che avrebbe comportato costi per diversi milioni di euro tra il 2023 e il 2026. L’obiettivo dell’interrogazione è ricostruire la spesa, i soggetti coinvolti, gli atti che hanno autorizzato gli affidamenti e la convenienza economica rispetto al servizio ordinario.
Il parlamentare regionale allarga quindi il campo anche agli aspetti organizzativi e gestionali di Seus, chiedendo verifiche su conciliazioni giudiziali relative al riconoscimento di mansioni superiori, attribuzione di incarichi di responsabilità, periodi di aspettativa e possibili situazioni di conflitto d’interesse.
Una richiesta di trasparenza che, precisa Primavera, non equivale ad attribuire responsabilità individuali, ma punta a verificare sulla base degli atti la correttezza delle procedure e delle decisioni adottate.
Il deputato del Mpa chiede per questo un audit indipendente sulla gestione del 118, esteso agli aspetti organizzativi, economici, contrattuali e contabili e alle procedure relative a personale e incarichi.