Emergenza miasmi, la Commissione Ambiente a Melilli: “Adesso si cambia registro”. Analisi e proposte

Per la prima volta, la commissione regionale Ambiente si è riunita – in seduta straordinaria – nella zona industriale del siracusano. Appuntamento nella sala consiliare di Melilli, su convocazione del presidente Giuseppe Carta, seduto accanto all’assessore regionale Giusy Savarino. Nell’aula, oltre ai componenti della commissione legislativa, anche i deputati regionali della provincia ed alcuni dei sindaci dei Comuni a ridosso del polo petrolchimico. Al centro delle analisi, i ripetuti fenomeni di molestie olfattive lamentati dalla popolazione ormai da settimane. All’ordine del giorno, anche la “risoluzione 18” che riguarda proprio miasmi, fattori inquinanti e nuovi fondi destinati ai Comuni dell’area industriale siracusana, al Libero Consorzio e ad Arpa Sicilia. Dieci milioni per permettere agli enti pubblici di dotarsi di strumenti e personale qualificato in materia ambientale e per andare a “caccia” delle molestie olfattive. Anche per compensare quelli che, polemicamente, più parti hanno evidenziato come i ritardi di Arpa Sicilia.
“All’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente abbiamo detto che serve una nuova gestione di questa emergenza. Serve una cabina di regia per verificare l’applicazione delle prescrizioni già rilasciate e contenute nelle Aia ministeriali. E soprattutto una struttura speciale per l’area ad alto rischio (Aerca) di Siracusa, con a capo un dirigente in condizione di monitorare, determinare e gestire i fenomeni ambientali a tutela dei sei Comuni che ricadono nella zona industriale”, ha spiegato al termine a SiracusaOggi.it proprio Giuseppe Carta. Il prossimo passo? “Una seconda riunione di Commissione a Palermo, dove formalizzare la richiesta di un comitato che lavori per il monitoraggio costante delle prescrizioni Aia e, quindi, la loro costante applicazione da parte delle aziende industriali nei territori Aerca, includendo Pace del Mela e Gela”, la risposta del deputato di Grande Sicilia.
Per Tiziano Spada (PD) evidenzia infatti come “non sia ancora stato attuato il piano operativo con le prescrizioni definite nel tavolo ministeriale sulle Aia. Erano previste azioni come l’installazione di cabine all’esterno degli impianti per il monitoraggio delle singole aziende, anche se Arpa aveva proposto di inserirle all’interno. Non appena Arpa fornirà informazioni sulle singole strumentazioni, Confindustria ha anticipato apertura alla collaborazione da parte delle aziende”. Di pari passo, si sta lavorando per destinare risorse ai Comuni per potenziare l’azione di monitoraggio dell’aria. “La richiesta è di 10 milioni di euro da distribuire ai Comuni dell’area Aerca, per il controllo della zona industriale e per il monitoraggio sanitario degli abitanti di Priolo, Melilli, Augusta e Siracusa. Proporrò – aggiunge Spada – anche Floridia e Solarino”.
Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha proposto la linea dura: sospendere le Autorizzazione Ambientali delle aziende fino a quando chi emette miasmi in atmosfera non si adegua. Una posizione che è stata favorevolmente accolta. L’assessore regionale Savarino si è assunta l’impegno a costituire un gruppo di lavoro tecnico che possa limitare quello che è accaduto negli ultimi 40 giorni. “Ci aspettiamo una proposta o un disegno di legge sul tema”, aggiunge Spada. Intanto l’Asp sta processando i dati disponibili per definire un report che spieghi eventuali rischi per la salute dei cittadini.
“L’aria è di tutti, vogliamo respirare e non rassegnarci”, ha detto al termine il deputato regionale Riccardo Gennuso che ha definito “importante” l’incontro odierno. ” Di certo, non la solita passerella. Oggi la politica ha dimostrato di voler salvaguardare i lavoratori ma soprattutto la salute dei cittadini”.
“Come gli oggetti volanti non identificati, adesso siamo alle prese con un nuovo mistero: i miasmi odorigeni non identificati. Verrebbe da ridere, se il tema nom fosse così tremendamente serio. Non è possibile che ancora oggi non si faccia ricorso in Sicilia alle migliori tecnologie disponibili per capire non solo esattamente cosa viene immesso nell’aria ma, soprattutto, da chi. Evidentemente il sistema dei controlli costruito sino ad oggi non rappresenta un cerchio chiuso e compiuto, se continua a sfuggire proprio un elemento fondamentale come l’origine dei miasmi”. Così il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Carlo Gilistro, durante la seduta straordinaria della Commissione Ambiente. “Se il sistema attuale non funziona, proporremo un meccanismo che preveda la riduzione delle produzioni dei singoli impianti ogni volta che si registrano episodi di molestie olfattive. Almeno fino a quando non sarà individuata con certezza la fonte. Non è più il tempo dei vecchi ricatti. Oggi la priorità deve essere la tutela della salute dei cittadini. Industrie e lavoro sì, ma solo in cambio di sicurezza e di tutela ambientale”. Gilistro ha quindi sferzato la commissione sulla necessità di un intervento normativo più incisivo. “Rinnovo al legislatore la richiesta che arriva con forza dai nostri territori: aggiornare la normativa sulle sostanze utilizzate nei singoli processi produttivi. Non basta più limitarsi alle soglie olfattive o ai valori limite per la salute riferiti alle singole sostanze. Occorre affrontare con urgenza il tema dell’effetto combinato degli inquinanti. Oggi conosciamo i limiti tollerati per un singolo elemento, ma cosa accade quando nell’aria vengono rilasciate contemporaneamente più sostanze? Quali effetti produce la loro combinazione, anche quando ciascuna rientra singolarmente nei parametri? Sono domande alle quali bisogna dare risposte scientifiche”.