Esercitazione al Porto Grande: operazione Pollex della Guardia Costiera

Si è svolta oggi al Porto Grande di Siracusa, l’esercitazione marittima complessa “POLLEX 2026”, dedicata alla verifica integrata delle procedure di antincendio, antinquinamento e security in ambito portuale.

Al fine di “testare” l’efficacia delle procedure portuali previste per tali eventi, è stato inscenato un principio di incendio a bordo di una nave da crociera ormeggiata alla banchina n. 3, il cui allarme è stato lanciato dal Comandante della nave da crociera alla Sala Operativa della Capitaneria di porto di Siracusa,mediante chiamata sul canale radio di emergenza VHF 16. Nelle fasi successive dell’intervento è stato anche simulato uno sversamento di gasolio marino, con formazione di una chiazza inquinante, inizialmente localizzata nelle acque portuali e successivamente in propagazione verso l’imboccatura del Porto Grande e le acque prospicienti la Zona C dell’Area Marina Protetta del Plemmirio.

La Sala Operativa della Capitaneria di porto ha pertanto attivato le procedure previste dalla monografia antincendio del complesso portuale, dal Piano operativo locale antinquinamento e dai piani di security della nave e dell’impianto portuale. Hanno preso parte all’esercitazione la motovedetta CP 323 della Guardia Costiera, i rimorchiatori Fire Fighting della società concessionaria Rimorchiatori Augusta srl, una motobarca del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, le unità specializzate in campo ambientale della società San Giorgio Mare S.r.l., nonché la motobarca “Supergabbiano Sette” del Consorzio Stabile Castalia S.C.p.A. intervenuta su autorizzazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica da cui dipende operativamente. Questi mezzi sono stati in particolare impiegati nelle attività di ricognizione, posa di panne galleggianti, confinamento della chiazza e recupero del prodotto simulato, con particolare attenzione alla protezione delle acque dell’Area
Marina Protetta del Plemmirio.

L’esercitazione ha incluso, inoltre, la componente di “security” attraverso la simulazione di un accesso non autorizzato a bordo della nave da crociera ormeggiata alla banchina 3 del porto grande. Sono state, quindi, attivate le misure previste dai piani di security della nave e di quello portuale, con l’ implementazione delle misure di sicurezza previste per il livello 1, che ha comportato una più estesa attività di controllo degli accessi, l’isolamento dell’area interessata alla violazione e la gestione dei flussi di passeggeri, equipaggio e personale portuale, con il concorso della Polizia di Frontiera e dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Orientale.

L’attività, nel suo complesso, ha consentito di verificare la prontezza operativa del sistema portuale, l’efficienza delle comunicazioni tra i soggetti coinvolti, i tempi di
intervento dei mezzi e la capacità di gestire in modo coordinato un evento complesso con contemporanee componenti antincendio, antinquinamento e di security.