Eudi Show di Bologna, al siracusano Fabio Portella il Tridente d’Oro della subacquea
Il ricertatore subacqueo Fabio Portella é stato insignito con il Tridente d’Oro all’Eudi Show di Bologna, uno dei più importanti appuntamenti europei dedicati alla subacquea.
L’Eudi Show – storica manifestazione internazionale che riunisce operatori del settore, aziende, esploratori, ricercatori e appassionati del mondo sommerso – rappresenta un punto di riferimento per l’intera comunità subacquea. In questo contesto, il Tridente d’Oro viene conferito a personalità che si sono distinte per meriti straordinari nella ricerca, nell’esplorazione e nella divulgazione legata al mare. Un riconoscimento, considerato l’Oscar della subacquea, che valorizza il contributo concreto alla conoscenza e alla tutela del patrimonio sottomarino.
Sul palco di Bologna, per ritirare il premio, Portella ha voluto ricordare con emozione Enzo Maiorca, anch’egli insignito in passato del Tridente d’Oro. Un richiamo non soltanto simbolico, ma profondamente identitario. Maiorca, con la sua visione e il suo legame viscerale con il mare di Siracusa, ha rappresentato un modello per generazioni di studiosi ed esploratori. Portella ne ha sottolineato l’eredità morale e culturale, ribadendo come la ricerca subacquea sia prima di tutto rispetto, memoria e responsabilità.
Il premio riconosce anni di attività condotta da Fabio Portella nei fondali siracusani, dove il ricercatore ha contribuito a identificare numerosi relitti di velivoli della Seconda guerra mondiale. Un lavoro meticoloso che non si è fermato alla sola individuazione dei resti. Attraverso incroci documentali, analisi storiche e confronti con archivi militari, Portella è riuscito a ricostruire la storia degli aerei abbattuti e, in diversi casi, a restituire un nome agli equipaggi coinvolti. Un’opera che intreccia archeologia, storia e memoria, restituendo dignità a vicende rimaste per decenni sommerse.
Accanto agli aeromobili militari, le sue ricerche hanno portato al ritrovamento e allo studio di navi affondate e di svariati reperti archeologici, testimoni delle stratificazioni storiche che giacciono nei fondali aretusei. Un patrimonio fragile, che necessita di competenze specifiche e di una costante attività di monitoraggio e documentazione.

E grazie a Fabio Portella il mare continua a raccontare svariate pagine, spesso dimenticate, del Novecento e tracce ancora più antiche della presenza umana nel Mediterraneo. Un viaggio suggestivo, raccolto anche nel primo libro di Portella, dal titolo “La voce dei relitti – Il mare racconta”.