Fdi “strappa” con il sindaco Di Mare. Lui: “La coalizione resta compatta”

“Io non ho ancora ricevuto nessuna comunicazione”. Giuseppe Di Mare, sindaco di Augusta, risponde così alle tante sollecitazioni ricevute dopo la scelta di Fratelli d’Italia di “toglierli” il simbolo di partito. Ergo, Di Mare – ricandidato per la sindacatura – non potrà contare sul sostegno di FdI.
Ad onor del vero, la cosa pare non togliere il sonno al sindaco che corre per il secondo mandato e con i favori del pronostico. “La coalizione che ha amministrato, e bene, Augusta negli ultimi 5 anni è compatta e determinata”, dice Di Mare. E infatti gli altri alleati – Forza Italia e Grande Sicilia su tutti – si affrettano a confermare urbi et orbi pieno supporto.
Chi segue le vicende politiche sa che non erano mancate, negli ultimi anni, alcune frizioni interne sulla linea tenuta o da tenere in relazione ad alcune circostanze, buon ultima anche il referendum. Sembrava, però, tutto ricomposto in una logica di coalizione, in cui tutto il centrodestra sembrava essersi ritrovato. Almeno fino a questo inatteso strappo, a meno di due mesi dalle elezioni. La decisione, come da prassi, è stata comunicata da Roma al coordinatore provinciale e cittadino di FdI.
Intanto, dal campo largo piovono critiche all’indirizzo dell’area dei moderati. Per il segretario del Pd di Augusta, Fiorindo Passanisi, Fratelli d’Italia che non concede l’uso del simbolo al sindaco Di Mare “è un terremoto politico”. L’improvvisa decisione del partito sarebbe da collegare – secondo Passanisi – alla “fuga di dirigenti meloniani, col segretario cittadino in testa” e sarebbe “il segnale inequivocabile che al Comune di Augusta tutto sembra cambiare ma in realtà non cambia nulla”.
“Ci domandiamo quale fine voglia fare l’area dei moderati e che futuro immaginano quanti hanno creduto a una coalizione di centrodestra che seguiva sia le linee nazionali che regionali, e adesso si trovano tutti con una sindacatura che propone un bis senz’arte nè parte. Nessuno venga a parlarci di un percorso civico indifferente alle logiche di partito, perché alla base di ogni progetto politico serio e credibile dovrebbe esserci la coerenza,
anche nel costruire le proprie alleanze strategiche”, aggiunge il segretario del Pd di Augusta.
Il Partito Democratico, insieme al M5S ed Avs, sostiene la candidatura di Salvo Pancari. Ed anche i Cinquestelle megaresi intervengono sulla vicenda. “Il divieto di utilizzare il simbolo del partito è una sconfessione che isola il sindaco dalla sua stessa base di riferimento. La situazione ad Augusta sembra essere il risultato di una combinazione esplosiva di fattori: il risultato del referendum, l’isolamento politico e il disimpegno territoriale per il suo partito. Un clima di tutti contro tutti che nuocerà alla città”, sostengono dal gruppo territoriale di Augusta.