Fondi regionali al Libero Consorzio. Auteri: “Ora interventi veri per salvare la Provincia dalla paralisi”
“Una quota importante di risorse dalla Regione per il Libero Consorzio Comunale di Siracusa, ora serve lavorare per salvare davvero l’ente dalla paralisi”. Il deputato regionale Carlo Auteri sottolinea l’importanza dell’attribuzione di 9,7 milioni di euro al territorio siracusano nell’ambito della ripartizione resa nota ieri, con la firma di uno specifico decreto firmato dal presidente Renato Schifani. Mette, tuttavia, in rilievo anche altri elementi su cui occorre lavorare.
“La Regione Siciliana la sua parte l’ha fatta e i numeri lo dimostrano – commenta Auteri- Le risorse assegnate ai Liberi consorzi sono un segnale concreto, e Siracusa riceve una quota importante. Ma sarebbe un errore pensare che questo basti a risolvere il problema strutturale della Provincia. Non si chiede l’impossibile e non si sta invocando un trattamento straordinario per cancellare tutto da un giorno all’altro. Ma almeno si abbia il coraggio di mettere mano al prelievo forzoso, di ridurlo, di creare le condizioni minime perché il territorio non resti paralizzato. Non siamo nemmeno sul terreno dell’azzeramento del debito, come avvenne con altri interventi speciali. Qui si sta chiedendo semplicemente di permettere alla Provincia di respirare e di tornare a svolgere le sue funzioni essenziali”. Auteri prosegue con altre considerazioni. “L’assegnazione di 108 milioni di euro alle Città metropolitane e ai Liberi consorzi comunali della Sicilia -dice ancora il parlamentare regionale- riaccende il confronto sulle condizioni finanziarie degli enti di area vasta. Il Libero Consorzio comunale di Siracusa è un ente in dissesto dal 2018 e ancora gravato dal peso del prelievo forzoso, indicato da più parti come uno dei principali fattori che ne limitano la capacità operativa”. Il parlamentare regionale sottolinea che il nodo centrale resta la sostenibilità dell’ente. “Il Libero Consorzio di Siracusa, infatti, è uscito solo parzialmente dalla fase più critica del dissesto, ma continua a convivere con vincoli finanziari che comprimono la programmazione su strade, scuole e servizi territoriali. Lo stesso tema del prelievo forzoso -dice ancora Auteri- è stato richiamato pubblicamente nel 2025 come elemento che “compromette la capacità operativa” dell’ente. Auteri richiama quindi tutte le forze istituzionali del territorio a una responsabilità condivisa, evitando che il dossier venga ridotto a una polemica personale o elettorale. Questo non è il tema del presidente Giansiracusa, o dei deputati regionali Auteri, Gennuso o Cannata. Questo è il tema della provincia di Siracusa e riguarda tutti noi. Ognuno deve fare la propria parte, soprattutto chi ricopre ruoli di peso nelle sedi parlamentari nazionali, perché si parla di un tema nazionale”, prosegue il deputato regionale. Il riferimento è a Luca Cannata, che alla Camera dei Deputati è vicepresidente della V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione, incarico confermato anche nel 2025 e tuttora in essere nel 2026. “Chi ha ruoli importanti nella Commissione Bilancio deve aiutare il territorio a trovare una soluzione. Non si può pensare soltanto agli interventi che riguardano singoli Comuni e lasciare irrisolta la questione del Libero Consorzio – conclude Auteri -. Se davvero è stato tentato un intervento e questo non è andato in porto, allora lo si dica chiaramente e si apra subito un confronto per capire come intervenire in altro modo. Ma una cosa è certa: sul Libero Consorzio bisogna mettere mano, al di là delle elezioni e al di là di chi le ha vinte”. Secondo il deputato regionale, la partita non può essere rinviata ancora: “Il rischio, in assenza di un intervento sul quadro finanziario complessivo, è che l’ente continui a sopravvivere formalmente senza riuscire a garantire pienamente manutenzioni, viabilità, edilizia scolastica e servizi di area vasta, nonostante i trasferimenti regionali appena assegnati. Altrimenti i deputati nazionali si assumeranno la responsabilità del fallimento della Provincia agli occhi della gente”.