Fondo di solidarietà comunale, Nicita (Pd): “Mef cambi misura che penalizza Comuni siciliani”

Il senatore Antonio Nicita ha portato all’attenzione del Ministro dell’Economia la richiesta di Anci Sicilia per il fondo di solidarietà comunale che vede i Comuni dell’isola penalizzati di circa 200 milioni di euro. “Si adottino misure perequative basate sui fabbisogni standard”, chiede l’esponente dem che ha depositato un’interrogazione a sua prima firma per fare luce sulla denunciata penalizzazione strutturale. Il Fondo di solidarietà comunale (FSC) è lo strumento perequativo destinato a compensare le minori capacità fiscali degli enti locali e a garantire l’erogazione dei servizi essenziali.
Secondo le stime diffuse da Anci Sicilia, la Sicilia riceverebbe ogni anno circa 200 milioni di euro in meno rispetto a quanto sarebbe dovuto qualora si applicassero i criteri basati sui fabbisogni standard. I dati per il 2026 rendono plasticamente evidente il divario: ai Comuni siciliani vengono assegnati circa 137 euro pro capite a fronte di un fabbisogno standard stimato in circa 461 euro.
Nonostante i Comuni siciliani raccolgano e trasmettano i dati necessari alla determinazione dei fabbisogni standard fin dal 2016, la distribuzione delle risorse FSC continua in larga parte a essere effettuata sulla base della spesa storica, un criterio ormai superato e incompatibile con il dettato costituzionale. Il recente aggiornamento dei fabbisogni standard adottato con decreto governativo nel novembre 2025 non ha trovato adeguato riflesso nei criteri di distribuzione del Fondo.
“Siamo di fronte a una doppia ingiustizia: i Comuni siciliani vengono valutati secondo criteri di efficienza, ma le risorse assegnate restano ancorate a logiche di spesa storica superate. Questo meccanismo non solo viola i principi costituzionali di autonomia, solidarietà e perequazione, ma comprime concretamente la capacità degli enti locali di garantire ai cittadini servizi essenziali come il trasporto pubblico, i servizi sociali, gli asili nido e la polizia locale” afferma il senatore Nicita.
L’interrogazione richiama l’articolo 119 della Costituzione, nelle versioni aggiornate dalla riforma del Titolo V del 2001, dalla norma sul pareggio di bilancio del 2012 e dalla modifica introdotta nel 2022 sulla rimozione degli svantaggi derivanti dall’insularità. Queste norme impongono l’adozione di criteri oggettivi e l’abbandono della spesa storica nella determinazione delle risorse perequative.
Il senatore Nicita chiede al Ministro se intenda riconoscere formalmente la penalizzazione subita dai Comuni siciliani e quali siano le motivazioni tecnico-giuridiche che hanno finora impedito la piena applicazione dei criteri dei fabbisogni standard; se il Governo intenda adottare iniziative normative o regolamentari per assicurare la piena applicazione dei criteri perequativi a partire dal prossimo esercizio finanziario, garantendo risorse adeguate all’erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP); e più in generale quali misure voglia assumere per garantire l’adeguata perequazione tra Comuni nel rispetto dei principi costituzionali, evitando disparità territoriali strutturali.
L’iniziativa parlamentare si inserisce in un quadro di crescente tensione istituzionale con Anci Sicilia che ha annunciato l’intenzione di ricorrere alle vie legali, mediante messa in mora del MEF, per ottenere la piena applicazione della normativa vigente.