Cozzo Pantano, l’allarme: “Stiamo annegando nella spazzatura e i turisti scappano”

“Stiamo affondando nella spazzatura”. A lanciare il grido d’allarme è il titolare di una delle sei strutture turistico-ricettive presenti nell’area della fonte Ciane, a Siracusa. E le immagini che arrivano da traversa Cozzo Pantano e traversa Scimena lo provano con realismo estremo. Quello che dovrebbe essere un rilassante itinerario nella campagna siciliana, verso la splendida fonte Ciane dove nasce il mito ed il papiro, è un viaggio nel disagio. La spazzatura è ovunque. E c’è di tutto, impunemente abbandonato da chi violenta il territorio senza scrupoli e senza sensi di colpa. Di qua eternit, di là ingombranti. Sacchetti sparsi, plastica. Traversa Scimena non è più una stradina, bensì una distesa di spazzatura fin dove arriva lo sguardo. E dire che sarebbe anche un via di fuga in caso di emergenza. E dire che non c’è alternativa per raggiungere la fonte Ciane (distante diverse centinaia di metri), luogo celebrato nelle guide turistiche con cui i visitatori arrivano sul territorio. Per poi scoprire cosa? L’orribile, turpe verità.
“Vengono a vedere il papiro e tornano inorriditi, nauseati. E noi ci vergogniamo”, si sfoga ancora l’operatore del settore ricettivo. “Bonifiche? Ci provano, ma sono sempre a metà. Molto resta sul terreno, specie i grandi rifiuti. E’ una battaglia persa, in cui nessuno sembra volerci dare una mano”, lamenta. L’ingresso della riserva si presenta invero in buone condizioni. I chilometri per raggiungerla, lungo Cozzo Pantano in particolare, sono però incorniciati da troppi abbandoni.
Due gli esposti presentati sul caso, in effetti eclatante, uno in Procura l’altro ai Carabinieri. Anche la Polizia Provinciale è stata informata circa la situazione. Eppure, nella zona, non ci sono telecamere in funzione, controlli, multe a go go e – in genere – quello che possa sembrare un agire in deterrenza. “I mesi passano, i turisti scappano. La pubblicità negativa è garantita. Chiedete ai ciclisti che ormai non frequentano più la zona, un tempo bellissima e rispettata. E noi anneghiamo nella spazzatura”.