Frodi alimentari, disco verde della Camera alla legge. Cannata(FdI): “Tutela per il Made in Italy””
Un rafforzamento complessivo della tutela penale e amministrativa contro frodi, contraffazioni e pratiche illecite nel settore agroalimentare. Lo prevede il decreto legge approvato in via definitiva dalla Camera dei Deputati e che riguarda i reati agroalimentari. Si sofferma sull’argomento il parlamentare di Fratelli d’Italia Luca Cannata, che sottolinea la portata del risultato raggiunto dal governo meloni con il ministro Francesco Lollobrigida: “Si tratta di un passaggio molto importante, perché con questa legge si rafforza in modo concreto la tutela del Made in Italy agroalimentare, si colpiscono con maggiore efficacia le frodi e si difendono sia i produttori onesti sia i consumatori”.
Il testo approvato punta infatti a rendere più organico il sistema di contrasto ai reati agroalimentari, intervenendo sul piano dei controlli e del sistema sanzionatorio. Nei materiali istruttori della Camera vengono richiamate, tra le altre, nuove e più puntuali fattispecie di illecito, come la frode alimentare e il commercio di alimenti con segni mendaci, in un impianto pensato per rendere più efficace la risposta contro le alterazioni del mercato e contro i falsi prodotti italiani.
“Difendere il settore agroalimentare non significa soltanto proteggere un comparto economico strategico – prosegue Cannata – Significa difendere identità, lavoro, tradizione, qualità e sicurezza. Dietro ogni prodotto italiano ci sono imprese, famiglie, territori e competenze che non possono essere danneggiati da chi opera fuori dalle regole”.
Secondo Cannata, il provvedimento ha un valore ancora più rilevante per i territori in cui la qualità delle produzioni rappresenta un elemento decisivo sotto il profilo economico e identitario.
“Questa legge va nella direzione giusta perché tutela chi produce seriamente, rafforza la credibilità delle nostre filiere e garantisce maggiore trasparenza a chi acquista – conclude – È una risposta concreta a chi pensa di poter sfruttare il nome dell’Italia e la reputazione delle nostre eccellenze senza rispettarne standard, regole e tracciabilità. Continuiamo con i fatti a tutelare il Made in Italy”