Giovedì Santo: la riflessione del giornalista Ucsi Salvo Di Salvo
Il ruolo del giornalista, il servizio che è chiamato ad assicurare, il Giovedì Santo. Di seguito una riflessione del segretario nazionale Ucsi, Salvo Di Salvo in occasione delle giornate che conducono alla Pasqua.
“La lavanda dei piedi è “una carezza che fa Gesù” per invitarci a lavarci i piedi gli uni gli altri. “Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come ho fatto io”. Ripercorrendo il ricordo del rito della lavanda dei piedi, e quindi del servizio, i giornalisti e comunicatori sono chiamati ogni giorno a svolgere nella comunità il proprio ruolo come servizio al prossimo con grande determinazione e apertura di cuore ponendosi a favore della verità. Lavare i piedi è, infatti, dire “io sono al tuo servizio”.
Ce lo ricorda Papa Francesco nella esortazione apostolica la “Evangelii Gaudium”. Ferme le parole del Papa contro l’avanzata di una “cultura” che «considera l’essere umano in se stesso come un bene di consumo, che si può usare e poi gettare»
I piedi rappresentano le ferite della vita, la fatica e la sporcizia, simboli delle debolezze umane che non devono essere mascherate. I piedi rappresentando anche la strada che ogni giorni percorriamo per raccontare e narrare la storia di uomini e donne. Bisogna, per, ritornare a “consumare la suola delle scarpe” come ci invitata papa Francesco, per guardare e raccontare con gli occhi del cuore e non con l’IA. .
Sarebbe importante, a volte, fare informazione mettendosi il grembiule. Fermarsi un attimo prima di scrivere e parlare e mettersi il grembiule. E far sì che il lavoro di informare diventi un “lavare i piedi” a chi ci leggerà. Solo per permettergli di camminare sentendo la strada sotto le scarpe. Solo per offrire uno sguardo sulla realtà che possa sentire gli spuntoni di roccia e affondare nel fango… ma possa anche assaporare la morbidezza del terreno ed annusare il profumo dei fiori che, timidi, spuntano al margine del sentiero”.