Grande Sicilia detta i tempi della crisi, la maggioranza si è dissolta: azzeramento della giunta?

Ancora una puntata nella crisi della maggioranza al Comune di Siracusa. Grande Sicilia è uscita dall’aula durante il dibattito sul debito fuori bilancio da oltre 1 milione di euro con Edison, facendo cadere il numero legale e costringendo l’assise a darsi nuovo appuntamento a domani. Lo stallo sulla vicenda è palese e mette in posizione di forza gli Autonomisti che – al vertice di maggioranza convocato per domani – si presenteranno con il coltello dalla parte del manico. Le condizioni per uscire dall’impasse amministrativa sono note: più risorse per recuperare il gap accumulato in servizi chiave come igiene urbana, verde pubblico, diserbo, politiche sociali. Rubriche tutte a carico di assessori d’area.
Ma se non c’è più una maggioranza, che senso avrebbe domani incontrarsi per un vertice di maggioranza? E’ l’interrogativo che circola con insistenza tra i consiglieri più vicini al sindaco Francesco Italia. Come dire che il sindaco sarebbe pronto persino a scoccare l’unica freccia rimasta al suo arco: l’azzeramento della giunta. Scelta coraggiosa e che richiederebbe un sostegno trasversale in Consiglio comunale.
Certo non sono un bel segnale di compattezza neanche le assenze all’interno del gruppo Francesco Italia Sindaco: Andrea Buccheri e Andrea Firenze. Se per il secondo potrebbe anche apparire una questione di opportunità politica, visto il tema in esame, per il primo è l’ennesimo campanello di allarme circa un rapporto ormai freddo, freddissimo. Assenti, ma per altri motivi, Scimonelli (Insieme) e Milazzo (Pd).
Sono rimasti al loro posto invece Vaccaro e Rabbito (Insieme), Greco e Zappulla (Pd) ed i due consiglieri di FdI, Paolo Romano e Paolo Cavallaro. “Su un debito fuori bilancio di questo tipo non dovrebbe esserci spazio per beghe di carattere politico…”, commentano amaro i meloniani. Secondo altri osservatori, però, il loro essere rimasti seduti nei banchi sarebbe un segnale di disponibilità ad una intesa tecnica per allargare la base della maggioranza. I forzisti, invece, spergiurano di non tenere in considerazione l’ipotesi stampella.