Heather Parisi “spacca” il Siracusa Pride. Luxuria: “Sbandata del movimento Lgbtq+”
Divide e fa discutere la scelta di Heather Parisi come madrina del Siracusa Pride 2026. Polemiche non solo all’interno del movimento LGBTQ+ siracusano. Dopo le prese di distanza espresse nei giorni scorsi dalle associazioni locali Stonewall e Agedo, arriva adesso anche il duro intervento di Vladimir Luxuria, madrina del Siracusa Pride nel 2023.
L’attivista e già parlamentare transgender ha affidato ai social un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni. Nel post pubblicato sui suoi profili scrive: «Heather Parisi madrina del Siracusa Pride, la ballerina che dichiarò (tra l’altro): “Se hai un pene non diventi automaticamente donna perché lo hai deciso tu”. Essere transfobe fa curriculum per diventare madrina di un Pride? Propongo allora per le prossime edizioni J.K. Rowling, Vannacci, Trump, Putin, Elon Musk… altri suggerimenti? Ma dove sta sbandando il movimento LGBTQI+?».
Parole che rilanciano una polemica già esplosa subito dopo l’annuncio della presenza della showgirl al Pride aretuseo del 18 luglio. Una scelta contestata da una parte del mondo siracusano LGBTQ+, che considera incompatibili con il ruolo di madrina alcune posizioni espresse da Heather Parisi negli ultimi anni sul tema dell’identità di genere.
La stessa Luxuria è tornata oggi sull’argomento anche in un’intervista rilasciata a la Repubblica, ribadendo la propria contrarietà alla decisione degli organizzatori.
Nei giorni scorsi, come detto, Stonewall Siracusa e Agedo Siracusa avevano preso pubblicamente le distanze dalla scelta, evidenziando come il ruolo simbolico di madrina del Pride debba rappresentare pienamente i valori di inclusione e tutela di tutta la comunità LGBTQ+.
Di diverso avviso il direttore artistico del Siracusa Pride, Diego Di Flora, che aveva difeso la decisione spiegando di aver scelto «l’artista, la donna e la professionista che ha lasciato un segno nella storia della televisione e della danza», aggiungendo che «il Pride è anche questo: un luogo dove il confronto, il dialogo e la libertà di espressione trovano spazio, senza pregiudizi».
Dal canto suo Heather Parisi aveva motivato accettato con entusiasmo l’invito, ricordando il proprio legame con la comunità LGBTQ+. «Alla comunità LGBTQ+ io devo tutto. Vengo a ballare con chi mi ha insegnato a non avere paura. Vengo a stringere chi è stanco. Vengo a dire a ogni ragazza e ragazzo che si sente solo: non sei mai stato solo e non lo sarai mai». Un messaggio con cui la showgirl ha rivendicato il sostegno ricevuto agli inizi della sua carriera e la volontà di essere presente alla manifestazione siracusana, nonostante le polemiche.
Il dibattito, intanto, continua ad animare il mondo LGBTQ+ e i social, dividendo sostenitori e critici della scelta che accompagnerà il Siracusa Pride verso l’appuntamento del prossimo 18 luglio.