Il giorno dopo, in corso la stima dei danni. La partita politica per fondi e procedure extra
E’ in corso su tutto il territorio provinciale la conta dei danni. Verifiche e sopralluoghi da parte di tecnici comunali su edifici pubblici, scuole, strade. E poi ci sono da considerare anche i danneggiamenti causati ai privati dal passaggio del ciclone Harry. E’ facile capire se la stima viaggerà su cifre importanti ed i Comuni – dal capoluogo ai vari centri del siracusano – si preparano a chiedere lo stato di calamità e somme extra dalla Regione.
La partita diventa anche politica. “Alla luce degli ingenti danni registrati in tutta la Sicilia, facciamo appello al governo regionale affinché si attivi per fare in modo che da Roma venga dichiarato immediatamente lo stato di calamità naturale così da poter attivare più rapidamente gli aiuti e mettere in campo velocemente tutti gli strumenti finanziari necessari per favorire un ritorno alla normalità e per sostenere in maniera adeguata cittadini e imprese che hanno subito danni consistenti”, dicono i deputati regionali del M5S Carlo Gilistro e Jose Marano.
Anche il deputato regionale Giuseppe Lombardo (Mpa-Grande Sicilia) invita a procedere “il prima possibile ad una sessione finanziaria straordinaria per porre rimedio a questa catastrofe, consapevoli che da sola Regione non può soddisfare la legittima domanda di sostegno. Occorre una solidarietà fattiva e concreta da parte del Governo Nazionale in ragione della natura eccessivamente esosa dei danni patiti, e di un’unità nazionale che non può limitarsi ad enunciato costituzionale”.
“Abbiamo bisogno di una quantificazione dei danni, perché è necessario dare un sostegno alle comunità colpite dal ciclone Harry. Non c’è tempo da perdere né sulle risorse da immettere per ristorare i Comuni ed i privati, ma soprattutto non c’è tempo da perdere sulle procedure”, dice il presidente dell’Ars, Galvagno. “In casi come questo, credo, sia necessario lavorare in deroga e velocizzare tutti gli iter affinché si possa tornare alla normalità”, aggiunge.
La capogruppo cinquestelle in commissione Ambiente, Daniela Morfino, invita “Meloni, Salvini e tutta la truppa a non stare a braccia conserte: va deliberato immediatamente lo stato di emergenza e urgono subito azioni concrete. Anche dal punto di vista finanziario, perché ci sono migliaia di cittadini allo stremo e tante attività in seria difficoltà: attraverso il fondo nazionale per le emergenza è il caso di intervenire subito. Se necessario, si attinga anche alla montagna di soldi che il governo tiene ferma per portare avanti la follia del ponte sullo Stretto. La Sicilia ha bisogno di cura del territorio, di manutenzioni, di messa in sicurezza del territorio. Non di opere folli”.
L’eurodeputato di FdI-Ecr, Ruggero Razza, anticipa la presentazione di una richiesta all’Europa affinchè dia il via libera “all’immediata estensione delle condizioni di utilizzo dei fondi di coesione, prevista dal regolamento Restore, anche alle calamità del 2026. Il meccanismo di solidarietà dell’Unione Europea, se necessario e richiesto dall’Italia, sarà certamente attivato. Ma serve rassicurare gli amministratori locali, la popolazione e le attività produttive. Di fronte a un fenomeno inedito, mai visto in epoca recente, tutte le istituzioni saranno impegnate a fare la propria parte”.