Il Parco Nazionale degli Iblei si farà: il Tar dà ragione a Ente Fauna Siciliana e detta i tempi
Il Parco Nazionale degli Iblei sarà istituito. Il Tar di Catania ha dato ragione all’Ente Fauna Siciliana, rappresentata dagli avvocati Corrado Giuliano e Salvatore Nané. Una battaglia che Marco Mastriani segue da vicino da anni. Il tribunale amministrativo, nella Camera di consiglio del 28 maggio 2026, ha dunque ordinato, dettando anche i tempi, la formalizzazione del parco. Tempo massimo per adempiere 180 giorni. Nominato, inoltre, un commissario ad acta, che subentrerebbe nel caso in cui i tempi dovessero ancora protrarsi. L’associazione ambientalista ha infine avuto, dunque, la meglio sull’Assessorato regionale Territorio e Ambiente e sul Ministero dell’Ambiente. Una vicenda lunga e intricata, che rimaneva in sospeso dal 2007, quanto il Parco Nazionale degli Iblei fu previsto da una legge mai trasformata in fatto concrete. I giudici del Tar hanno ritenuto valide le tesi dei legali Giuliano e Nanè. Molto si è giocato anche sul valore dell’espressione legislativa “sono istituiti”. Un dato di fatto, a cui devono seguire gli adempimenti consequenziali e non un’idea programmatica di prospettiva.
Entrando più nel dettaglio,il ricorso mirava ad accertare l’illegittimità del silenzio degli enti in merito a una diffida dell’11 dicembre 2024 volta a concludere l’iter di istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, avviato da circa diciassette anni e rimasto inerte. La ricorrente lamentava la violazione dell’obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso. Evidenziava che la fase di concertazione tecnica si era già conclusa con una perimetrazione definitiva (avallata anche dall’ISPRA) e che l’inerzia stava favorendo una “corsa all’insediamento” di progetti incompatibili con la tutela dell’area, come impianti fotovoltaici e ricerche di idrocarburi. Le amministrazioni resistenti (difese dall’Avvocatura dello Stato) sostenevano la legittimità del proprio operato, spiegando che lo schema di D.P.R. per l’istituzione del Parco era stato inviato alla Regione Siciliana per l’intesa il 1° febbraio 2024. Successivamente, nell’agosto 2024, la Regione aveva richiesto un ulteriore incontro di verifica complessiva a causa di posizioni contrastanti sollevate da varie associazioni. La decisione del TAR (Accoglimento)
Il Tribunale ha ritenuto il ricorso fondato, riscontrando un silenzio-inadempimento illegittimo. Dal momento che la perimetrazione e la zonizzazione erano già state concordate in via definitiva e che lo schema di decreto era già pronto dal febbraio 2024, la successiva richiesta di “incontro” avanzata dalla Regione Siciliana è stata giudicata dal TAR come un espediente dal carattere oggettivamente dilatorio. Natura dell’Intesa: Richiamando la giurisprudenza costituzionale, i giudici hanno ribadito che l’intesa regionale non può trasformarsi in un potere di veto a tempo indeterminato capace di paralizzare la competenza statale e la tutela di interessi unitari come quello ambientale, violando il principio di leale collaborazione. Dispositivo (P.Q.M.) Nominato sin da subito, per il caso di ulteriore inadempimento alla scadenza dei 180 giorni, il Direttore generale per il patrimonio naturalistico e mare (o un suo delegato) quale Commissario ad acta, il quale dovrà provvedere a superare lo stallo nei successivi 60 giorni. L’assessorato regionale è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio (liquidate in 3 mila euro), compensandole invece nei confronti del Ministero dell’Ambiente