Il Tar sospende la pre-apertura della caccia in Sicilia. Gli ambientalisti: “Precedente importante”

Il Tar Sicilia ha sospeso con ordinanza cautelare il calendario venatorio regionale, bloccando di fatto la preapertura della stagione di caccia tradizionalmente fissata per il primo fine settimana di settembre. Il provvedimento è stato adottato in accoglimento del ricorso presentato dalla Federazione Nazionale Pro Natura — di cui fa parte anche l’associazione siracusana Natura Sicula — e dalla Leal, sostenute da Cabse Green Impact.
Secondo le organizzazioni ambientaliste, si tratta di un precedente senza precedenti perchè la sospensione della preapertura non sarebbe mai stata concessa in passato, nemmeno dopo le stagioni estive segnate da grandi incendi che avevano compromesso flora e fauna dell’isola. Al centro del ricorso vi è il ruolo ecologico della Sicilia come corridoio migratorio tra Europa e Africa, attraversato ogni anno da decine di migliaia di rapaci e centinaia di migliaia di altri uccelli. Il blocco dell’attività venatoria anticipata consentirebbe alle specie migratorie di attraversare l’isola senza pressione venatoria, almeno fino al 20 settembre. Tra le specie più a rischio citate nel comunicato figurano la tortora selvatica (Streptopelia turtur), inclusa per anni nel calendario venatorio regionale nonostante gli allarmi scientifici sul sovraprelievo a livello europeo, e l’allodola (Alauda arvensis), la cui popolazione sul territorio nazionale avrebbe subito un calo di circa il 50% negli ultimi vent’anni per effetto della frammentazione degli habitat e del prelievo ritenuto insostenibile.
Le associazioni ricorrenti denunciano inoltre che la Regione Siciliana avrebbe ripetutamente ignorato le indicazioni scientifiche e i pareri dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), continuando a inserire nel calendario specie classificate come vulnerabili. A questo viene aggiunta l’assenza, da otto anni, del Piano faunistico-venatorio regionale, strumento previsto dalla legge per la pianificazione della gestione del territorio e per garantire l’equilibrio biologico tra le specie.
L’ordinanza ha natura cautelare, in attesa dell’udienza di merito fissata per il 20 ottobre 2026. Pro Natura e Leal auspicano che il provvedimento possa indirizzare la Regione verso politiche di valorizzazione del territorio alternative, puntando sul turismo sostenibile e sul birdwatching come opportunità di sviluppo economico per le comunità locali.