Impianti sportivi, accuse e stoccate: è scontro totale tra De Simone e Gibilisco
Nuova puntata dello scontro a distanza tra il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Damiano De Simone, ed il capo di gabinetto di Palazzo Vermexio, Giuseppe Gibilisco. A dare fuoco alle polveri, è l’esponente azzurro che è intervenuto sui ritardi nell’avvio dei lavori per la riqualificazione del Palalobello (clicca qui). Per De Simone, lo stallo attuale – pur se collegato a ricorsi amministrativi – “è un fallimento dell’Amministrazione”. E rincara la dose denunciando verso gli impianti sportivi “un disinteresse che negli anni si è sommato, fino ad arrivare a questo punto, ovvero a rendere inagibile il Palalobello. Questo perchè è mancato l’ordinario in questi 13 anni di amministrazione Italia”. E per rendere ancora più chiaro il destinatario del suo messaggio, De Simone confida che “arrivi all’orecchio di un certo assessore ombra allo sport la necessità di avere una programmazione degli interventi per gli impianti sportivi. Perché – conclude De Simone – se oggi li troviamo ammalorati, la colpa è degli ultimi 13 anni di amministrazione”.
Non si fa attendere la replica di Giuseppe Gibilisco, a muso duro. “C’è chi studia i dossier prima di parlare, e c’è chi preferisce l’improvvisazione: il consigliere Damiano De Simone, capogruppo di Forza Italia, sembra aver scelto con convinzione la seconda strada. Visto che la memoria, evidentemente, non è il suo forte, questa Amministrazione si offre volentieri di rinfrescargliela, elenco alla mano”. Quanto al bando relativo al PalaloBello, il capo di gabinetto spiega che sono state 247 le ditte partecipanti. Un numero che spiega bene anche la complessità delle procedure espletate. “La ditta che ha presentato ricorso, lo ha visto respinto dal Tar ed ha successivamente proposto appello davanti al Consiglio di Giustizia Amministrativa. Di fronte a un contenzioso ancora in corso, un’Amministrazione seria ha il dovere di tutelare l’Ente, rispettare le procedure e attendere le decisioni degli organi competenti, evitando di esporre il Comune a ulteriori rischi e a potenziali costi per i cittadini”. In sintesi, fare comunque partire i lavori sarebbe stato controproducente. “Questa non è mala gestione. Si chiama responsabilità amministrativa”, puntualizza Gibilisco.
Quanto alla ironica definizione di assessore ombra, Gibilisco restituisce la pizzicata: “forse faccio ombra solo a chi in Aula produce parole e pochi fatti”. Quanto agli interventi sull’impiantistica sportiva cittadina, “ne abbiamo avviati per un valore e un’ampiezza che difficilmente trovano precedenti, senza timore di smentita”, dice. Ed elenca: ristrutturazione completa degli spogliatoi del campo da calcio e sostituzione dei vecchi proiettori agli ioduri metallici con corpi illuminanti a LED di ultima generazione; rimarcatura delle corsie della pista di atletica e conseguente riomologazione dell’impianto, valida per i prossimi sette anni; riqualificazione integrale della fossa del campo scuola, con l’installazione di un campo da padel, un campo da basket 3×3, un impianto di calisthenics e la relativa illuminazione; terrazzo del parcheggio Talete in trasformazione come lungomare dello sport;
nuovi spogliatoi per il tensostatico Cittadella dello Sport; due milioni di euro per il restyling del Palalobello; nuovi seggiolini, videosorveglianza, rifacimento bagni, illuminazione e sostituzione ringhiere con balaustre in vetro per il De Simone; costruzione del PalaIndoor dedicato ad atletica e ginnastica; nuovo campo da rugby regolamentare e un campo da basket alla Pizzuta; bando per la costruzione del nuovo pattinodromo e, in prospettiva, anche la riapertura del centro sportivo di via Lazio con 2,2 milioni Fua. “Direi che abbiamo messo in campo un piano organico di interventi organico, diffuso su tutto il territorio cittadino e che ha riguardato tanto l’impiantistica storica quanto i quartieri periferici, lo sport agonistico come quello di prossimità. Prima di parlare di presunte carenze dell’Amministrazione, sarebbe opportuno che il consigliere De Simone si confrontasse con questi dati, verificabili e verificati, anziché con la propria narrazione”, chiude Gibiisco.