Impianti sportivi, ricorso al Tar ha bloccato l’avvio dei lavori per rimettere a nuovo il Palalobello

Nelle previsioni, il Palalobello avrebbe dovuto essere oggi un cantiere. Ma di mezzi ed operai non c’è traccia. E mentre l’Albatro “trasloca” ad Agrigento per la sua due giorni europea, si riaccendono le polemiche sull’impiantistica sportiva di Siracusa. A partire proprio dal principale palasport intitolato alla memoria del grande Concetto Lo Bello.
Perchè i lavori non sono partiti? Alla domanda risponde l’ex assessore allo sport, oggi capo di gabinetto, Giuseppe Gibilisco. “Abbiamo messo a disposizione, con il Credito Sportivo, due milioni di euro per la riqualificazione funzionale ed energetica del Palalobello. Nei primi giorni di giugno scorso abbiamo firmato il contratto con la ditta che si è aggiudicata l’appalto. Poco dopo, è stato presentato un ricorso al Tar da parte di un’altra partecipante alla gara d’appalto. E per questo non è stato possibile partire con i lavori”.
Nei giorni scorsi, i giudici amministrativi si sono pronunciati confermando la validità delle scelte di Palazzo Vermexio. Ma questo fatto, da solo, non basta a sbloccare la vicenda. “La legge prevede che questa ditta ricorrente ha comunque 30 giorni di tempo per appellarsi al Cga. In via precauzionale – prosegue Gibilisco – abbiamo deciso di aspettare perché se la ditta al momento aggiudicataria dovesse iniziare i lavori e poi il Cga dovesse ribaltare la sentenza, noi ci ritroveremo con rendiconto da pagare, ponteggi da smontare e conto economico da riformulare per la ripartenza del cantiere e possibili richieste di danni. Un caos. Ecco perchè, con i legali, abbiamo deciso di attendere. Quando saranno scaduti i termini per l’appello al Cga, valuteremo il da farsi”.
Ci sarebbe stata la possibilità – invero rischiosa – di una partenza sotto riserva di legge. “Si, ma se qualcosa fosse andata storta avremmo scatenato una catena di ricorsi amministrativi senza fine. Senza considerare il rischio di perdere somme che, invece, restano disponibili per questi importanti lavori che, senza esagerazione, dico che sono attesi da almeno vent’anni. Aspetteremo un altro mese o due e poi, sono fiducioso, partirà il restyling”. Non c’è il rischio di non farli? “No, il rischio non c’è”, risponde secco Gibilisco. E finirebbe così l’agonia di un palazzetto sportivo non utilizzabile per la pratica sportiva agonistica.
Secondo il cronoprogramma stilato dagli uffici comunali, i lavori – una volta avviati – cambieranno in 250 giorni (circa 8 mesi) lo stato del Palalobello. Il primo step sarà lo smontaggio e la rimozione degli infissi esistenti e l’installazione di nuovi, a taglio termico con vetri stratificati di sicurezza. Nel progetto è incluso il rifacimento dell’anello idrico esterno e delle cassette Naspi dell’impianto antincendio insieme alla sostituzione del gruppo pompe, del serbatoio e dei rilevatori.
Passando agli spazi interni, al piano seminterrato saranno riorganizzati gli spogliatoi atleti e arbitri mentre al piano terra ne saranno realizzati di nuovi, accessibili per i disabili. Il vecchio parquet sarà rimosso, per fare spazio ad un nuovo pavimento sportivo omologato, con segnature di campo. Verrà risanato il calcestruzzo ammalorato come anche le strutture metalliche. Previsto poi il rifacimento delle partiture esterne e la modifica delle scale di accesso.
Il palazzetto dello sport venne stato costruito tra il 1983 e il 1994. Per la sua apertura vera e propria, però, bisognò attendere ancora qualche anno. Considerato il principale spazio polifunzionale coperto della città, ha una capienza di 2.700 spettatori (verrà portata a circa 3.000). Oltre ad essere utilizzato dalle società sportive cittadine, ha ospitato negli anni la Final Eight nazionale di pallamano maschile (2008 e 2015); la Supercoppa italiana di pallavolo femminile (2003 – Asystel Novara vs Sirio Perugia); gare internazionali di pugilato e amichevoli di Serie A di basket; campionati italiani assoluti di scherma (2010), finali incluse; gare di qualificazione delle nazionali italiane di pallamano.