Inaugurato l’Anno Accademico dell’Istituto San Metodio. Nembrini: “Il futuro si gioca sulla libertà”

“Sulla libertà si gioca il futuro della nuova generazione. Il problema dei giovani è spesso la concezione della libertà. Frutto di una grande confusione che abbiamo vissuto noi adulti prima”.

Lo ha detto Franco Nembrini, pedagogista e saggista, nel corso della sua prolusione per l’inaugurazione dell’anno accademico all’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Metodio” a Siracusa. Quest’anno le attività dell’Istituto sono dedicate alla libertà.
“Dobbiamo pensarci quando vediamo un ragazzino di 13 anni indossare una mimetica e, mentre si riprende con il cellulare, andare a uccidere la sua insegnante che odiava. Questo ragazzino scrive che “nessuna vita ha importanza al di fuori della mia” e che “le regole non sono da seguire ma da infrangere” ha continuato Nembrini.
L’inaugurazione dell’anno accademico è stata aperta dalla celebrazione presieduta dall’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, e concelebrata dal vescovo di Caltagirone, Calogero Peri. “Oggi la parola di Dio ci invita a riflettere sulla libertà della legge che è l’amore – ha detto mons. Lomanto -. Nella recente enciclica Magnifica Humanitas, Papa Leone XIV stimola l’indagine relativa al campo di riflessione sulla libertà nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Papa Leone richiama il rischio del controllo sociale, ossia della manipolazione invisibile. Vale a dire: quando i sistemi digitali plasmano le opinioni, i desideri, gli orientamenti morali, si viene a “ledere la libertà e a discriminare i più vulnerabili”. Come docenti, studenti e ricercatori siamo in prima linea nel cogliere la complessità della sfida educativa in un tempo di profonde schiavitù e di drammatiche dipendenze che minano la dignità della persona libera. Tali sfide trovano via di accoglienza e di coraggioso superamento nella profetica alleanza educativa tra politica, istituzioni e famiglie per l’era digitale. Il nostro istituto San Metodio può contribuire al sostegno alla crescita della libertà interiore, offrendo strumenti critici antropologici e spirituali per distinguere lo strumento dalla persona, il calcolo dal mistero, l’efficienza dal rispetto della libertà e della dignità umana”.
Quindi è seguita la presentazione dell’Anno Accademico, alla presenza del professor Antonio Parisi, delegato della Pontificia Facoltà teologica di Sicilia, da parte di don Salvatore Spataro, direttore dell’Istituto San Metodio: “I docenti del nostro Istituto superiore di Scienze Religiose San Metodio di Siracusa hanno voluto dedicare alla libertà le attività culturali di questo anno accademico appena iniziato – ha detto don Spataro -. Le realtà da indagare e studiare come comunità accademica sono molteplici e davvero significativi saranno gli studi che ci vedranno coinvolti insieme ai docenti di religione cattolica. Le sfide, colte da Papa Leone nella sua prima enciclica, trovano concreta via di accoglienza e di coraggioso superamento nella profetica alleanza educativa per l’era digitale. È urgente sostenere Alleanze educative capaci di coinvolgere i diversi protagonisti dei patti educativi, anche loro soggetti al tumultuoso e accelerato stimolo degli algoritmi.
La libertà dunque è un capo d’indagine profondamente significativo e particolarmente urgente nell’epoca dello sviluppo digitale nella quale serve certamente ricordare il senso della libertà creata. Per questo, l’immagine che farà da sfondo a tutte le attività cultuali di quest’anno si ispira alla celebre scena di Michelangeo che ritrae Dio che muove in avanti verso Adamo, l’iniziativa del Creatore che imprime nell’atto creativo ciò che la creatura umana è”. L’immagine è stata elaborata dal prof. Fausto Migneco. “Siamo di fronte all’affascinante incontro tra lo Spirito di Dio che liberamente crea e la libertà umana – ha concluso il direttore del San Metodio -: siamo al cuore l’etica cristiana che si muove tra la l’agire divino e l’agire umano e questo diventa ancor più interessante nella nostra epoca che porta responsabilità nuove e spesso sconosciute”.
Infine la prolusione di Franco Nembrini: “Tutte le volte che leggo Pinocchio ad un’assemblea di studenti ed educatori ricordo che tutto il dramma di Pinocchio si gioca sulla questione della libertà. Ma sfatiamo un mito. Non è che libertà voglia dire la possibilità di scegliere: non è vero – ha detto Nembrini -. La libertà è l’energia con cui l’uomo aderisce alla verità riconosciuta, amata, fino al sacrificio. Questa è la libertà vera. Il problema è darne testimonianza convincente a giovani che si sentono proporre modelli diversi e opposti. I giovani desiderano la buona strada. Non lo sanno, ma la desiderano. Il problema è che la vedano. E tutto il problema educativo mi pare ricondursi alla testimonianza che gli adulti devono dare a questi ragazzi. E’ come se avessero un cellulare nuovo pronto a funzionare che non viene raggiunto dal segnale in grado di accenderlo. E’ un problema di segnale. Loro nel cuore hanno il desiderio, ma dal mondo adulto non arriva un segnale sufficientemente forte per accenderli”.