Incendi, tentativi di scontro e un agente ferito. “A Cavadonna situazione fuori controllo”

Ancora una giornata di forte tensione all’interno della casa circondariale di Cavadonna, dove, secondo quanto denunciato dall’Osapp, si sono verificati in poche ore un incendio, un tentativo di irruzione in un’altra sezione e una violenta aggressione ai danni di un agente della Polizia Penitenziaria.
A ricostruire gli episodi è la sigla sindacale, che parla di una situazione ormai “fuori controllo” e di una quotidiana esposizione al rischio per il personale che opera all’interno dell’istituto.
Il primo episodio si sarebbe verificato nella mattinata, quando alcuni detenuti avrebbero appiccato il fuoco alle sterpaglie circostanti le celle utilizzando i propri indumenti. Le fiamme, spiegano fonti del sindacato di Polizia Penitenziaria, si sarebbero successivamente propagate fino a raggiungere e incendiare la caldaia esterna dell’istituto. Per domare il rogo e mettere in sicurezza l’area é stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco, con una colonna di fumo nero visibile dall’esterno.
Sempre in mattinata, un secondo episodio avrebbe coinvolto alcuni detenuti del Blocco 20. Il gruppo, mentre si dirigeva ai colloqui, avrebbe tentato di raggiungere la sezione nella quale sono ristretti detenuti extracomunitari, con l’intento, secondo il sindacato, di “regolare conti in sospeso”. Nel tentativo di contenere la situazione, i detenuti avrebbero spinto con violenza un cancello di sbarramento, che avrebbe colpito un agente della Polizia Penitenziaria. Il poliziotto è stato costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso.
L’episodio più grave quando un detenuto del Blocco 20, esasperato per i tempi di attesa legati ai colloqui, avrebbe aggredito l’agente di sezione. Il poliziotto sarebbe stato scaraventato a terra e trascinato lungo le scale, dal terzo piano fino al piano terra, prima dell’intervento dei colleghi. L’agente è stato trasportato al pronto soccorso, dove gli sarebbe stato immobilizzato il braccio. Per lui è stata indicata una prognosi di 30 giorni.
Una sequenza di episodi che porta l’Osapp a lanciare un nuovo allarme sulle condizioni di sicurezza all’interno del carcere siracusano. Il segretario provinciale Giuseppe Argentino, denuncia quella che definisce una situazione divenuta “una mattanza giornaliera”, sostenendo che il personale sarebbe ormai privo di adeguati strumenti di deterrenza e contenimento.
Nel mirino del sindacato finiscono anche le attuali disposizioni normative e, in particolare, quelle che l’Osapp ritiene abbiano introdotto eccessive rigidità nell’attività degli agenti, richiamando anche la disciplina sul reato di tortura.
La richiesta è quindi quella di un intervento “immediato e straordinario” da parte dei vertici dell’Amministrazione penitenziaria e del Ministero della Giustizia. Per l’Osapp è necessario intervenire prima che la situazione possa degenerare ulteriormente e prima che si registrino conseguenze ancora più gravi per il personale e per la sicurezza dell’istituto.