Ingresso dei cani nelle aree protette, Natura Sicula: “Condanna a morte per la fauna”
“L’ingresso dei cani nelle aree protette è una condanna a morte per la fauna”.
A lanciare l’allarme è Fabio Morreale, presidente di Natura Sicula, che esprime “profondo sconcerto riguardo al recente decreto firmato dall’Assessore Giusi Savarino. Il provvedimento-ricorda Morreale- autorizza l’accesso ai cani al guinzaglio in parchi e riserve naturali della Sicilia, ovunque sia consentita la fruizione umana”. Secondo l’associazione, questa decisione “trasforma i santuari di conservazione in aree di “passeggiata urbana”, ignorando gravi impatti ecologici.
Morreale spiega che “la fauna selvatica identifica il cane come un predatore apicale, attivando risposte di stress cronico anche in assenza di aggressione fisica. Tracce olfattive: Urine e feci lasciano segnali che permangono per giorni, creando zone di “esclusione” dove gli animali selvatici smettono di nutrirsi o riprodursi per paura”.
L’associazione ambientalista sottolinea “il disturbo costante sposta le specie verso aree meno idonee, impoverendo la biodiversità delle riserva. La mancanza dell’obbligo di museruola e l’impossibilità di controlli costanti mettono a rischio specie rare, come il Colubro leopardino a Cavagrande, i nidi di Ballerina gialla nella Valle dell’Anapo e l’avifauna acquatica a Vendicari”. Natura Sicula evidenzia come “il decreto tradisca la Legge 394/1991 e le leggi regionali 98/1981 e 14/1988, che vietano il disturbo alla fauna e l’introduzione di specie estranee. L’accusa è che si sia “preferito il consenso elettorale alla tutela della vita selvatica”.