Inizia la fase 2 della depurazione industriale: al via i distacchi da Ias, completi entro metà 2027

La zona industriale di Siracusa entra nella “fase 2” della depurazione dei reflui. Settembre segna infatti l’avvio dei distacchi delle grandi aziende dagli impianti di Ias, così come previsto dal provvedimento della Procura di Siracusa. È l’inizio di un processo destinato a modificare profondamente l’assetto della depurazione nel polo petrolchimico. Entro la fine dell’anno, quasi tutti i principali operatori industriali smetteranno di conferire i propri reflui negli impianti del depuratore consortile, trasferendo progressivamente il trattamento all’interno dei propri stabilimenti.
I grandi player del petrolchimico hanno realizzato, o stanno completando, sistemi autonomi di depurazione nel rispetto della tempistica indicata dalla magistratura. A chiudere il percorso sarà Sonatrach che ha comunicato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica la previsione di completare il proprio sistema entro giugno 2027.
Per la società, lo slittamento rispetto alla scadenza originariamente prevista sarebbe legato a “cause di forza maggiore”. In particolare, durante l’esecuzione dell’intervento – si apprende da fonti industriali – sarebbero emerse esigenze di modifica del progetto connesse alle caratteristiche geologiche dell’area interessata dai lavori. A queste si sarebbero aggiunte difficoltà nell’approvvigionamento di alcuni materiali, in un contesto internazionale segnato dalla crisi nell’area di Hormuz e dalle conseguenti ripercussioni sulle catene di fornitura.
L’investimento complessivo per l’impianto interno di recupero e riciclo delle acque ammonta a circa 100 milioni di euro. Una volta completato, il sistema consentirà a Sonatrach di recuperare e riutilizzare l’acqua nei propri processi industriali, in particolare per il raffreddamento degli impianti, riducendo così il ricorso all’emungimento dalla falda.
Parallelamente, in dirittira d’arrivo un altro intervento destinato a migliorare ulteriormente la qualità del trattamento. È infatti in corso la realizzazione di un ulteriore sistema di depurazione, con un investimento di circa 5 milioni di euro, finalizzato all’affinamento del prodotto destinato allo scarico.
Con il distacco delle grandi aziende che sarà completato entro la metà del prossimo anno, si pone il tema di quale funzione dovrà assumere il depuratore consortile per rimanere in esercizio. Nato principalmente per servire il polo petrolchimico, dovrà essere capace di convertirsi ad una funzione di depurazione prettamente civile. Attualmente, Priolo e Melilli conferiscono già in Ias i loro reflui urbani. Ma si tratta di quantità non sufficienti a garantire il funzionamento di una struttura pensata per grandi volumi. E allora prende sempre più corpo la possibilità di collettare in Ias anche i reflui di Siracusa, trasferendoli da Canalicchio e liberando così il porto Grande dagli scarichi del Grimaldi.
E qui entra in gioco la partita delle competenze. In Regione si sta discutendo del futuro del depuratore consortile e, sulla base degli ultimi confronti, sembra delinearsi la volontà di Palermo a procedere ad un’acquisizione diretta della gestione del depuratore. Resta però da stabilire chi, in questa ipotesi, dovrebbe farsi carico delle opere necessarie per il possibile collettamento dei reflui di Siracusa verso Ias. In campo ci sarebbero il Comune di Siracusa oppure il gestore del servizio idrico integrato, ma sul punto non esiste ancora un quadro definitivo. Intanto il fattore tempo continua a scorrere, tenendo con il fiato sospeso i lavoratori della Industria Acque Siracusane.