Isab-Ludoil, la Fiom chiede chiarezza al Governo: “Il Golden Power diventi investimenti e lavoro”

“Se Isab è strategica per il Paese, devono esserlo anche il lavoro, le competenze e il futuro industriale di Priolo”. È questa la posizione espressa da Antonio Recano, coordinatore Petrolchimici Fiom Sicilia, dopo l’esercizio dei poteri speciali da parte del Governo sull’acquisizione del 51% di Isab da parte di Ludoil Capital.
Con il DPCM del 5 agosto 2026, l’esecutivo ha imposto prescrizioni alla nuova proprietà. La Fiom chiede ora di conoscere quali siano le condizioni stabilite e, in particolare, quali garanzie riguardino investimenti, continuità produttiva, sicurezza degli approvvigionamenti e prospettive occupazionali. Per il sindacato, il ricorso al Golden Power conferma la rilevanza strategica della raffineria e rende necessario un confronto che coinvolga anche lavoratori e organizzazioni sindacali. La Fiom vuole inoltre sapere quali garanzie del precedente passaggio societario siano state confermate o modificate, quali nuove prescrizioni siano state introdotte e chi sarà chiamato a verificarne il rispetto.
Ludoil ha annunciato l’intenzione di mantenere l’attuale organico e di trasformare Isab in una piattaforma multi-energy, con nuove produzioni e biocarburanti avanzati. Per la Fiom, però, servono dati concreti: investimenti previsti, impianti interessati, tempi di realizzazione, eventuali riconversioni, nuove strutture, attività destinate a essere dismesse e ricadute occupazionali.
Particolare attenzione viene rivolta all’indotto. Secondo Recano, la tutela occupazionale non può riguardare soltanto i dipendenti diretti di Isab, ma deve comprendere anche i lavoratori metalmeccanici delle imprese che garantiscono quotidianamente manutenzione, funzionamento e sicurezza degli impianti.
Il primo banco di prova sarà la fermata generale prevista nel 2027. La Fiom chiede un confronto preventivo su gare, commesse, imprese aggiudicatarie e subappalti, oltre che su numero dei lavoratori coinvolti, professionalità richieste, ore di lavoro, contratti collettivi applicati e programmi di sicurezza e formazione.
La richiesta è quindi quella di un tavolo permanente sul futuro industriale di Isab e dell’indotto, con il coinvolgimento di Governo, Mimit, Regione Siciliana, azienda e organizzazioni sindacali. “Il cambio di proprietà non chiude la vertenza sul futuro di Priolo. La apre”, sostiene Recano, che chiede che la strategicità riconosciuta a Isab si traduca in investimenti, nuove produzioni, lavoro di qualità e sicurezza.