L’ Antigone di Robert Carsen è disobbedienza civile di una potenza visiva devastante

Rigore scenografico, loquacità di movimento e dialogo vitale tra l’opera di Sofocle e il presente: questi i tratti distintivi dell’Antigone portata in scena ieri sera al Teatro Greco di Siracusa a firma del regista Robert Carsen. Attraverso una magistrale reinterpretazione del testo, tradotto da Francesco Morosi, Robert Carsen vince il prestigioso Premio Eschilo d’oro 2026 concludendo con Antigone la sua personale trilogia iniziata con i successi di Edipo Re ed Edipo a Colono. Un viaggio introspettivo e intenso attorno alle ragioni e ai torti di un’umanità alla deriva nella quale le leggi divine vincono a caro prezzo su quelle dello Stato, tra cadaveri e disperazione. A ricoprire l’intera scena ideata da Radu Boruzescu, c’è una scala immensa crivellata di colpi, scheletro di guerra e morte. A dominare il palco la resistenza e la disobbedienza civile di un’ Antigone impavida, interpretata da Camilla Semino Favro. Una giovane donna che sfida il tiranno Creonte, l’attore Paolo Mazzarelli, per dare degna sepoltura al fratello Polinice, macchiatosi del reato di tradimento e per questo dato in pasto a belve e rapaci. Sul magico palco del Teatro Greco, il disegno luci ideato da Robert Carsen e Giuseppe Di Iorio per l’Antigone, rappresenta un vero e proprio faro di giustizia sociale ed etica attraverso un gioco visivo che restituisce dall’inizio alla fine, il senso di un comunitario respiro spezzato. Un Coro fatto quest’anno da ottanta persone, paralizzato dalla paura e dal potere, che si interroga su cosa è giusto e cosa sbagliato, prima come sudditi e poi come esseri umani. Febbricitante l’interpretazione di Graziano Piazza nel ruolo di Tiresia, chiave d’apertura dell’immobilismo mentale di Creonte che dimostra quanto la cecità stia più nelle vedute rigide di un uomo che governa senza cuore che nelle ombre di chi per nascita cresce tra le tenebre ma agisce spinto dal senso dell’etica. Clamoroso successo per la “prima” dell’Antigone di Carsen, supportata da applausi e standing ovation che incoronano ancora una volta il regista canadese “Maestro” della scena e del tempo con una visione simbolica del dramma praticamente scultorea: pochi elementi ma di una potenza visiva devastante. L’Antigone replicherà fino al 5 giugno.