La Borgata fa acqua da tutte le parti, sconforto dei commercianti di Piazza Santa Lucia

Da ieri mattina una copiosa perdita d’acqua sta allagando la sede stradale a ridosso di Piazza Santa Lucia. Commercianti e residenti, già stremati dall’annosa crisi idrica, chiedono interventi immediati e risposte certe agli organi competenti. Il paradosso è palese, mentre l’intero quartiere della Borgata fa i conti da mesi con un’ emergenza idrica, una quantità impressionante di acqua potabile si sta disperdendo sull’asfalto a pochi passi da piazza Santa Lucia. L’allarme è scattato nella tarda mattinata di ieri all’incrocio tra via Ibla e via Privitera, dove una vistosa fuoriuscita d’acqua ha iniziato a sgorgare dal manto stradale, proprio sotto il marciapiede, e contemporaneamente da un tombino posizionato al centro della carreggiata. A protestare sono soprattutto i commercianti della zona che operano a ridosso della perdita. La preoccupazione è tanta, soprattutto per la natura del liquido in quanto si tratta visibilmente di acqua “bianca” quindi pulita, presumibilmente potabile e non di reflui fognari. In un quadrante cittadino dove la carenza d’acqua e i cali di pressione nelle case e nelle botteghe sono ormai una triste costante quotidiana, vedere fiumi d’acqua disperdersi inutilmente sull’asfalto ha sollevato un’ondata di indignazione. L’appello dei commercianti è limpido: “Vogliamo risposte”. Gli esercenti chiedono a gran voce un intervento da parte dei tecnici del servizio idrico per capire l’entità del danno. Il timore principale è che possa trattarsi di un guasto serio o, peggio, della rottura di una conduttura idrica importante che alimenta la rete della zona. “Non è tollerabile assistere a questo spettacolo” dicono i commercianti di Piazza Santa Lucia. “Noi stringiamo i denti a causa della crisi idrica e qui l’acqua scorre a fiumi per strada da più di ventiquattro ore. Vogliamo sapere cosa sta succedendo e pretendiamo che il guasto venga riparato immediatamente”. La cittadinanza attende ora un riscontro ufficiale e l’avvio dei lavori di ripristino per fermare quello che, a tutti gli effetti, si presenta come un intollerabile paradosso idrico.