Si ferma il Consorzio Universitario di Siracusa: “venute meno le condizioni economiche”
Un fulmine a ciel sereno. L’annuncio della chiusura della sede operativa del Consorzio Universitario di Siracusa “Giovanni Paolo II” ha colto di sorpresa studenti e società. Proprio in un momento di grande slancio per l’avvio dei corsi universitari in collaborazione con l’Università di Messina, arriva la notizia. A comunicarla è il vice presidente del Consorzio, Sebastiano Caporale.
Non solo chiusura della sede ma anche “sospensione delle attività e dei servizi a proprio carico”. Cosa è successo? “Sono venute meno le condizioni economiche e organizzative indispensabili per garantirne il funzionamento. Il Consorzio non dispone delle risorse necessarie per fare fronte alle spese essenziali, comprese le retribuzioni del personale. Il protrarsi della mancata erogazione dei contributi regionali rivendicati come dovuti ha aggravato una crisi finanziaria ormai incompatibile con la prosecuzione dell’ordinaria attività”.
E sul tavolo finiscono comunicazioni e documenti. Il personale è in sciopero a oltranza da fine settembre, motivato dal mancato pagamento degli stipendi. “L’astensione e l’assenza di risorse impediscono di assicurare i servizi del Consorzio, comprese le operazioni di apertura, presidio e chiusura dei locali. Vengono così meno anche le condizioni materiali per consentire l’ordinario accesso alla sede e lo svolgimento delle attività universitarie che dipendono da tali servizi”, spiega Caporale.
Dal Consorzio lamentano come da ottobre 2025 non si riesca ad assicurare la regolare corresponsione delle retribuzioni ed i pagamenti tardivi di singole mensilità non hanno risolto l’accumulo degli arretrati. “Il sacrificio richiesto ai dipendenti e alle loro famiglie ha raggiunto un limite che non consente di affidare ancora alla loro disponibilità la continuità del servizio. Con diffida abbiamo richiesto il pagamento del contributo regionale 2024 di euro 539.821,74 (D.D.S. n. 2573 del 16 dicembre 2024), sollecitando il completamento degli adempimenti necessari alla liquidazione e preannunciato l’impossibilità di proseguire i servizi in assenza di risorse effettivamente disponibili”. Una situazione di emergenza che si traduce oggi nella paralisi operativa della sede.
Caporale denuncia “il silenzio delle istituzioni davanti a un’emergenza rimasta priva di una soluzione concreta”. In attesa di interventi e soluzioni – il Consorzio non si scioglie e non si trova in fase di liquidazione – si fa sentire la reazione di UniMe che ha subito avviato lezioni online per assicurare la didattica degli studenti siracusani. Dall’Università di Messina si apre anche alla possibilità di nuovi accordi istituzionali per garantire la presenza a Siracusa. La decisione del Consorzio, infatti, finisce per penalizzare anche l’attività di UniMe.