“La furia del ciclone, Natura Sicula: “Paghiamo il conto di decenni di abusivismo”

“La natura presenta al territorio il conto salato di decenni di abusivismo lungo le coste”. Disamina spietata quella di Natura Sicula che, all’indomani dell’ondata di maltempo che ha condotto all’allerta rossa, analizza quanto accaduto in circa 48 ore in provincia di Siracusa, soffermandosi sul territorio comunale e, ancora più nel dettaglio, sulle contrade marine. Il presidente Fabio Morreale parla fuori dai denti e ricorda un bilancio dei danni pesante. “Oltre alle ferite inferte al centro urbano-commenta Morreale- non si possono ignorare le devastazioni nelle zone balneari. Tendiamo a interpretarli come attacchi del mare alle opere umane; in realtà, sono i momenti in cui la natura reclama ciò che le è stato sottratto”. Il presidente dell’associazione ambientalista entra poi ancor più nel dettaglio.
“Il litorale, da Asparano a Ognina-prosegue- appare oggi come un teatro di guerra: recinzioni abbattute, asfalto divelto e detriti che invadono le carreggiate. Scene identiche si ripetono alla Fanusa, all’Arenella e a Fontane Bianche. Il filo conduttore è ovunque lo stesso: l’eccessiva vicinanza delle costruzioni alla riva. L’abusivismo edilizio ha un costo che la forza del mare, prima o poi, presenta a chiunque, senza distinzioni di ceto o privilegi”. A queste spiegazioni segua ma la manifestazione di una speranza: “che la ricostruzione avvenga nel rispetto delle fasce di tutela, arretrando le proprietà laddove possibile. Tuttavia, il timore è che prevalga ancora una volta l’attaccamento alla “roba”, spingendo a ricostruire esattamente dove il mare ha già dimostrato di voler passare”. Secondo Morreale l’abusivismo sarebbe spesso stato tollerato da “autorità a loro volta complici” e questo avrebbe “trasformato le coste siracusane in una colata di cemento. Forse- l’amara deduzione di Morreale- paradossalmente solo la frequenza di questi eventi potrà imporre il ripristino di un equilibrio ormai perduto”. Infine una sollecitazione agli amministratori locali. “Spetta a loro- conclude Morreale- agire con fermezza, anteponendo le leggi della Natura agli interessi privati”.