La nuova frontiera dei furti di rame, è allarme: tagliati i cavi della stazioni di ricarica elettrica

Da Santa Panagia alla Pizzuta, da piazza Adda alla stazione centrale. Le colonnine di ricarica veloce (fast e ultra fast) per i veicoli elettrici sono state messe ko dai predoni di rame. Un fenomeno allarmante che a Siracusa, come nel resto della Sicilia, ha assunto proporzioni preoccupanti.
I ladri tagliano i cavi delle stazioni di ricarica più moderne, per rivendere “l’oro rosso” contenuto all’interno. Secondo alcune stime, ogni cavo contiene circa 40 euro in rame. I criminali, dopo aver tagliato i grossi cavi, liberano dalle varie guaine il rame per poi rivenderlo sul mercato nero. Al momento, non trovano nessun contrasto nel loro agire. Prova ne è che l’80% di questa stazioni di ricarica, a Siracusa, sono fuori uso. Attesa per gli interventi di riparazione e sostituzione che, però non paiono all’ordine del giorno vista la frequenza con cui queste infrastrutture vengono prese di mira.
Nessuna provincia è purtroppo esente dal fenomeno. E’ ovunque una “strage” di cavi. Alcuni gruppi dedicati alla Mobilità elettrica Sicilia hanno pensato di inviare una pec al ministro Salvini, chiedendo norme ad hoc per arginare l’ondata di furti che sta mettendo in ginocchio la mobilità elettrica in Sicilia.
Le stesse compagnie stanno interrogandosi su quali strategie sviluppare per rispondere all’aggressione criminale. Dall’impiego di cavi maggiormente resistenti ai taglio, a sistemi di allarme integrati.