La solar car siracusana Archimede sfida l’Europa: torna in pista a Zolder. Come sostenere l’iniziativa

Dalle officine e dai laboratori di Siracusa a uno dei circuiti più importanti d’Europa. Per Archimede 2.1, la solar car nata dall’esperienza di Futuro Solare Onlus, è pronta una nuova sfida internazionale. Il 19 e 20 settembre il team siracusano sarà infatti a Zolder, in Belgio, per partecipare alla iLumen European Solar Challenge, competizione dedicata alle vetture alimentate dall’energia solare che prevede anche una gara di durata di 24 ore. In pista ci saranno 29 vetture e 25 team provenienti da 16 Paesi, comprese alcune delle più importanti realtà universitarie e tecnologiche europee. In mezzo a loro ci sarà anche Futuro Solare, con Archimede, numero 77, nella categoria Cruiser.
Il team siracusano arriva a Zolder sapendo che è chiamato a confrontarsi con realtà molto più grandi, dotate di laboratori, strutture e risorse economiche decisamente superiori. Futuro Solare, invece, è cresciuta soprattutto grazie al lavoro di volontari, studenti, insegnanti e tecnici. “Noi siamo piccoli, loro sono grandissimi. Ma abbiamo avuto il coraggio di metterci sulla stessa linea di partenza”, spiega Enzo Di Bella, fondatore del progetto.
Archimede, prima ancora di essere una vettura, è un laboratorio su quattro ruote. “Il vero progetto sono i ragazzi che la curano e creano, la costruiscono, la modificano e la portano in gara. Studiano, sperimentano, commettono errori e cercano soluzioni, imparando a lavorare in squadra e ad assumersi responsabilità”. Si tratta di studenti dell’Iti Fermi di Siracusa, come Andrea, o giovani universitari come Federica. “A Zolder i ragazzi non saranno semplici spettatori. Faranno parte del team e saranno impegnati direttamente sulla vettura, occupandosi di elettronica, telemetria, gestione dell’energia e preparazione tecnica”, dice ancora Di Bella.
La partecipazione alla competizione, però, comporta costi importanti, superiori alle previsioni iniziali. Carburante, pedaggi, trasporti, logistica, permanenza della squadra e trasferimento della vettura e delle attrezzature hanno reso la trasferta particolarmente onerosa. Per questo Futuro Solare ha avviato una raccolta fondi attraverso la piattaforma Produzioni dal Basso (clicca qui). “Un sostegno che equivale dire ai ragazzi che quello che stanno facendo ha valore e che vogliamo aiutarli ad arrivare fino in fondo”.
Nel corso degli anni il progetto ha ricevuto importanti contributi anche da aziende estere e del Nord Italia. In diversi casi, il sostegno non si è limitato al finanziamento, ma si è trasformato in un’occasione di formazione diretta: i ragazzi hanno potuto entrare nelle aziende e lavorare al fianco di tecnici e ingegneri su fotovoltaico, fibra di carbonio, lavorazioni CNC, stampa 3D, materiali avanzati ed elettronica di potenza. Anche in Sicilia non sono mancate aziende che hanno scelto di credere nel progetto. Futuro Solare, però, sottolinea come siano ancora poche le realtà imprenditoriali locali coinvolte in maniera concreta e strutturata, così come resta da rafforzare il collegamento tra imprese, scuola, università e giovani.
Ed è proprio qui che la sfida di Archimede 2.1 assume un significato ancora più ampio. Perché portare una vettura solare costruita a Siracusa in una competizione internazionale significa anche dimostrare cosa possono fare i ragazzi quando trovano qualcuno disposto ad aprire loro una porta. “Prima di chiederci perché tanti giovani scelgano di andare via dalla Sicilia, dovremmo chiederci quante opportunità abbiamo saputo offrire loro quando erano ancora qui”.