La Vardera sfida il sindaco Italia: “Ha fallito, dica la verità sulla sua candidatura”

In visita a Siracusa, il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera lancia il classico guanto di sfida al sindaco Francesco Italia. E sulle presunte ambizioni politiche del primo cittadino, collegate all’ipotesi di dimissioni anticipate, La Vardera dice secco che Italia ha già l’accordo con Calenda in tasca. “Sfido il sindaco Italia a smentire pubblicamente queste mie dichiarazioni. Se lui dirà che non si vuole candidare alla Camera o alla Regione, io sarò anche pronto a venire a Siracusa e a dire che sbagliavo e chiedere scusa. Ma il sindaco deve dire senza se e senza ma, oggi su domani, che finirà il mandato, che non si candiderà a Roma o Palermo”. Parole pronunciate durante un incontro con la base di ControCorrente a Siracusa. Sala piena, circa 130 persone, alcune costrette a rimanere all’esterno. Al suo fianco, ci sono i deputati regionali Carlo Gilistro, Jose Marano e Alessandro De Leo.
Il sindaco di Siracusa sino ad ora non ha chiuso all’idea di una candidatura, definendo però prematuro al momento ogni approfondimento. “Cose che si dicono, perchè così si deve dire”, aggiunge La Vardera.
Il leader di Controcorrente spiega anche il ragionamento che, a suo avviso, renderebbe possibile una strategia politica legata alle scadenze elettorali. “Nel caso in cui ci dovessero essere dimissioni anticipate alla Camera o in Regione, i sei mesi non vengono più, diventano tre. Quindi lui gioca con questa operazione perché sa che non si arriverà a scadenza naturale, né a Roma né a Palermo”.
L’affondo si fa sempre più netto. “Eviti di prendere in giro questa città, che già è stata presa in giro abbondantemente”. La Vardera allarga poi il tiro al giudizio sull’amministrazione comunale, richiamando anche le vicende giudiziarie che hanno investito Palazzo Vermexio. Il caso Nexus, la posizione del sindaco rispetto a quanto sarebbe avvenuto all’interno della macchina amministrativa e alle vicende finite al centro delle indagini. “Mischino (dice così in dialetto, poverino, ndr) sindaco Italia, cioè il problema è che lui forse non sapeva niente, non aveva il controllo della città che amministra. È tanto grave”.
Parole sferzanti, che si inseriscono in dibattito politico locale già caldo con la mozione di sfiducia in calendario per il 18 novembre.